Coldiretti Giovani Impresa ha partecipato ai recenti incontri dei Gruppi di Dialogo Civile (GDC) della Commissione Europea, portando il contributo dei suoi rappresentanti giovani agricoltori italiani nei principali tavoli di confronto sulle politiche agricole europee. La partecipazione ha riguardato tre ambiti strategici:
-GDC -Zucchero: confronto sulla filiera bieticolo-saccarifera, con particolare attenzione ribadita da Giovani Impresa alla salvaguardia della capacità produttiva nazionale ed europea. Al centro del dibattito, la necessità di garantire condizioni di mercato eque, contrastando gli effetti di importazioni e accordi commerciali che possono generare squilibri competitivi. È fondamentale sostenere la continuità della produzione, valorizzare la barbabietola da zucchero e assicurare agli agricoltori un’adeguata remunerazione, attraverso strumenti di sostegno e accordi di filiera capaci di garantire prospettive economiche agli investimenti.
-GDC - Pollame e uova: La partecipazione al tavolo avicolo ha consentito di seguire l’evoluzione dei mercati e le principali criticità del comparto, dalla sostenibilità economica degli allevamenti alla gestione delle emergenze sanitarie, a partire dall’influenza aviaria. È stata ribadita l’importanza di tutelare una filiera che investe in sicurezza alimentare, tracciabilità, biosicurezza e benessere animale. Una priorità è affermare concretamente il principio di reciprocità negli scambi commerciali: i prodotti importati devono rispettare standard equivalenti a quelli richiesti alle imprese europee, evitando forme di concorrenza sleale che penalizzano gli allevatori e il sistema produttivo.
-GDC - PAC: Nel confronto sulla Politica Agricola Comune, Coldiretti Giovani Impresa ha sostenuto la necessità di una semplificazione amministrativa concreta, che riduca gli adempimenti, elimini sovrapposizioni normative e renda più proporzionati gli obblighi e i controlli a carico delle aziende. Una priorità particolarmente rilevante per i giovani, che devono poter concentrare risorse e tempo sullo sviluppo dell’attività imprenditoriale, anziché essere frenati dalla burocrazia. In vista della futura PAC, resta centrale garantire risorse adeguate e strumenti specifici per il ricambio generazionale, insieme a politiche capaci di favorire l’accesso alla terra, al credito e agli investimenti.