Olio d’oliva italiano, Coldiretti chiede l’intervento di Renzi sul governo spagnolo

giovedì 10 Aprile 2014 di Staff Giovani Impresa

Made in Italy - olio extravergine d'olivaMade in Italy - olio extravergine d'oliva

“Solo l’audacia del premier italiano puo’ salvare la produzione di olio Made in Italy dall’annuncio del Governo spagnolo di voler acquisire una partecipazione nel capitale del colosso della commercializzazione dell’olio, Deoleo divenuto proprietario dei marchi Sasso, Bertolli e Carapelli.”

Queste le parole di Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, in occasione della visita di Matteo Renzi al Vinitaly, per esortare il premier ad intervenire rispetto a quanto annunciato dal Ministro delle Finanze spagnolo Cristobal Montoro. Il rischio, secondo il Presidente Coldiretti, è infatti uno sfruttamento dei marchi italiani, laddove 300 milioni di litri di olio spagnolo continuerebbero ad essere venduti come olio evo italiano.

“Con l’amore per l’Italia si può cambiare finalmente verso”, ha affermato Moncalvo, “dopo che dall’inizio della crisi secondo un’analisi della Coldiretti sono passati in mani straniere marchi storici dell’agroalimentare per un valore di oltre dieci miliardi. Il cambiamento di proprietà ha significato spesso lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima a danno dei coltivatori italiani che offrono un prodotto di più alti standard qualitativi ma anche lo svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione.”

Alla luce delle acquisizioni avvenute negli ultimi anni, il governo spagnolo starebbe mettendo in atto una vera e propria escalation. Mentre infatti nel 2013 una quota pari al 25% di Riso Scotti finiva nelle mani della multinazionale alimentare iberica Ebro Food, il Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca) era già salito al 75% nella proprietà di Star. Nel 2011, invece, è toccata alla Fiorucci salumi, acquisita dalla Campofrio food holding s.l.

Il marchio Bertolli – conclude la Coldiretti – era finito in mani iberiche nel 2008 quando è stato acquisito dal gruppo spagnolo Sos che nel 2006 aveva già rilevato Carapelli e Sasso.