Sviluppo sostenibile e economia circolare, due facce della stessa medaglia

sabato 28 Settembre 2019 di Redazione Giovani Impresa

Al Villaggio delle  è Idee di Coldiretti si continua a parlare di sviluppo sostenibile e di come le giovani generazioni di agricoltori contribuiscono e contribuiranno agli obiettivi di Agenda 2030.  Con il supporto e la guida di Rural Hack, si parlerà di anche di economia circolare , un modello di sviluppo verso cui l’Unione europea ed i principali fora internazionali guardano con sempre maggiore interesse, in quanto considerato la principale alternativa  e più efficace alternativa al modello che finora ha prevalso basato sul principio del “usa e getta”.

Si tratta di una transizione, a giudizio dei maggiori esperti, inevitabile basti pensare che, solo nell’UE si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti, il cui smaltimento causa un forte aumento sulle emissioni di gas effetto serra da sommarsi a quelle legate ai processi di estrazione e utilizzo delle materie prime. Un’ulteriore problematica del modello economico tradizione è legata alla scarsità delle risorse a cui si contrappone la crescente domanda di materie prime dovute al costante aumento della popolazione mondiale.

Che cos’è l’economia circolare e quali sono i motivi e i vantaggi che spingono verso tale cambiamento?

La definizione più diffusa è la seguente: “Un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo con due tipi di materiali: biologici, quelli che posso essere reintegrati nella biosfera e tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore. In altri termini si tratta di un sistema produttivo che rende i prodotti di oggi le risorse di domani, in netta controtendenza con il un modello economico tradizionale che al contrario dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

Quali sono i vantaggi dell’economia circolare?

Stando ad uno studio condotto dal Parlamento europeo, la transizione verso un’economia circolare favorirebbe una riduzione della pressione sull’ambiente, minore dipendenza delle importazioni di materie prime estere e dunque una maggiore sicurezza sulla loro disponibilità, un aumento della competitività nonché un maggiore impulso all’innovazione e alla crescita economica. A tale riguardo lo studio stima che grazie a misure come prevenzione dei rifiuti, ecodesign e riutilizzo dei materiali, imprese europee otterrebbero un risparmio netto di €600 miliardi, pari all’8% del fatturato annuo, e ridurrebbero nel contempo le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%. Grandi vantaggi sono attesi anche sul fronte dell’occupazione: l’economia circolare favorirebbe infatti la nascita in UE di 580.000 nuovi posti di lavoro.

Al Villaggio delle Idee ne abbiamo parlato con Carmelo Basile amministratore delegato della Fattoria della Piana, una cooperativa di trasformazione del latte vaccino e di pecora, considerata un vero e proprio tesoro imprenditoriale calabrese.  La Fattoria della Piana è un esempio virtuoso di economia circolare, un luogo dove non si butta via niente grazie anche all’impianto di biogas con cui si produce energia elettrica dagli scarti di produzione. Il notevole risparmio dovuto all’abbattimento dei costi dell’energia ha permesso sin da subito alla cooperativa, di pagare il latte ai soci  dell’Aspromonte il 10% in più del prezzo di mercato. Negli ultimi quattro anni l’attività ha registrato una crescita con l’istallazione di un nuovo impianti di biogas alimentati da scarti aziendali provenienti da oltre 70 aziende che hanno così risolto a costo zero problema dello smaltimento dei rifiuti generando un reddito grazie alla produzione di energia (5 volte superiore a quella consumata). Sui tetti delle stalle l’ethernet è stato completamente sostituito con pannelli fotovoltaici che, insieme ad un impianto di fitodepurazione hanno reso l’azienda un modello perfetto di economia circolare. Oggi Fattoria della Piana è una realtà consolidata con 100 dipendenti provenienti da quattro diversi continenti e fortemente attivi nel programma di alternanza scuola lavoro. Un esempio di economia circolare basato sul principio che, come ha dichiarato il suo fondatore Carmelo Basile, “lo sfruttamento non genera ricchezza. La ricchezza nasce dalla valorizzazione della qualità e questa non può essere fatta affogando qualcuno a beneficio di qualcun altro. La vera economia è quando tutti guadagnano, questa è l’economia circolare”.

“Il deterioramento delle risorse naturali a cui si contrappone un potenziale aumento della domanda di cibo e risorse pone l’accento sulla necessità di procedere ad una revisione profonda del nostro modello produttivo, ha dichiarato Veronica Barbati, delegata nazionale Coldiretti Giovani Impresa. La transizione verso un’economia circolare rappresenta notevoli vantaggi in termini di tutela delle risorse, maggiore sicurezza nell’approvvigionamento di materie prime, ma anche un impulso all’innovazione leva fondamentale per la competitività, la crescita economica e non da ultimo l’occupazione”.