Scuola, record +12% ad Agraria, crolla Ragioneria con il -4%

lunedì 15 Settembre 2014 di Staff Giovani Impresa

La crisi ridisegna le figure professionali del futuro e, per quanto riguarda la scuola,  crollano gli iscritti alle prime classi degli istituti tecnici di amministrazione, finanza e marketing che sono scelti da appena 45531 giovani, con un calo del 4% rispetto allo scorso anno e per la prima volta nella storia educativa del Paese c’è il sorpasso dai giovani che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera che sono stati ben 48867, in aumento del 5%.

E’ quanto è emerso dallo studio presentato con l’inizio dell’anno scolastico alla prima Summer School sul Made in Italy, promossa da Coldiretti Giovani Impresa in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare dal quale si evidenzia peraltro che gli istituti agrari con un aumento record del 12% sono quelli che fanno segnare il maggior incremento nel numero di iscrizioni per il 2015 rispetto allo scorso anno.

Complessivamente sono 537.242 gli studenti che si sono iscritti al primo anno delle superiori e di questi oltre 267.534 hanno scelto un indirizzo liceale (pari al 49,8%), con un incremento rispetto allo scorso anno. Più di 165.000 ragazzi hanno invece scelto un Istituto tecnico, pari al 30,8% del totale nazionale, mentre gli Istituti professionali raccolgono il 19,4% delle iscrizioni paria oltre 104.000 ragazzi. Il leggero calo delle iscrizioni a tecnici e professionali è in realtà il risultato di profondi cambiamenti. Tra i tecnici calano pesantemente le iscrizioni all’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing e volano quelle all’’alberghiero ed enogastronomia che raggiunge ben il 9,3% delle iscrizioni sul totale nazionale e si posiziona al secondo posto, dopo lo scientifico, fra i più richiesti in Italia.

La tendenza a privilegiare l’alimentazione come sbocco lavorativo è confermata anche dal sondaggio Coldiretti/Ixe’ secondo il quale il 54% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo, piuttosto che lavorare in una multinazionale (21%) o fare l’impiegato in banca (13%). Ed anche che il 50% degli italiani ritengono che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro. Per questo l’88% degli italiani afferma che il sistema di formazione nazionale andrebbe riqualificato anche con un corso specializzato all’Università sulla valorizzazione del Made in Italy.

D’altra parte il numero di lavoratori dipendenti in agricoltura ha fatto registrare un incremento record del 5,6% nel secondo trimestre del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in controtendenza al calo fatto registrare nelle grandi imprese,  secondo una analisi della Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat a giugno. Si stima peraltro che abbia meno di 40 anni 1 lavoratore dipendente su 4 assunti in agricoltura, dove si registra anche una forte presenza di lavoratori giovani ed immigrati.

Un segnale incoraggiante per battere la disoccupazione viene anche dall’aumento del numero di imprese agricole condotte da giovani under 35 che nel secondo trimestre sono salite a 48620 unità con un aumento del 2,6% rispetto al trimestre precedente. Le campagne possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione anche temporanea ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che l’ esperienza dimostra che molti giovani hanno saputo riconoscere ed incarnare le potenzialità del territorio trovando opportunità occupazionali, ma anche una migliore qualità della vita. Quello che ancora manca è una giusta redditività con i prezzi pagati agli agricoltori che non riescono spesso a coprire neanche i costi di produzione anche per colpa delle distorsioni di filiera e alla concorrenza sleale dovuta alla mancanza di trasparenza nell’informazione ai consumatori che permette di spacciare come Made in Italy prodotti importati.