Plastica, addio al monouso per 1 italiano su 4

venerdì 9 Agosto 2019 di Redazione Giovani Impresa

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In Italia un cittadino su quattro (27%) ha evitato di acquistare oggetti di plastica monouso come piatti, bicchieri o posate mentre ben il 68% ritiene addirittura che sarebbe opportuno pagare un sovraprezzo per questi prodotti. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Eurobarometro, in relazione alla sentenza del Tar Puglia che ha sospeso l’ordinanza balneare adottata dalla Regione Puglia nell’aprile 2019, nella parte relativa al ‘plastic free’ imposto a gestori di stabilimenti balneari e agli utenti delle spiagge.

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso contro la Regione Puglia promosso dall’associazione dei produttori di acque minerali e di sorgente, da quella dei produttori di bevande analcoliche e da quelle dei distributori perché la recente direttiva europea sulle plastiche monouso invocata nell’ordinanza regionale deve essere recepita dagli Stati membri entro il 3 luglio 2021 e non è quindi di competenza degli enti locali.

La lotta alle plastiche monouso, come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati, è sostenuta da una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale dei propri comportamenti. Un tema che riguarda non solo il rispetto dell’ambiente, ma anche la stessa salute degli animali, da quelli marini fino a quelli da fattoria. I rifiuti di plastica sono, infatti, i più diffusi anche nelle campagne, spesso a causa dell’inciviltà di chi abbandona le stoviglie utilizzate per i picnic.

Mucche, pecore o cavalli degli allevamenti rischiano così di restare soffocati dai residui come sacchetti o piatti, ma si registrano episodi in cui animali sono morti addirittura a causa di prodotti “di moda” come i resti delle lanterne cinesi che sempre più frequentemente vengono fatte volare in cielo. Accanto ai comportamenti scorretti dei cittadini, non mancano poi i casi in cui le campagne vengono utilizzate addirittura per lo smaltimento illecito di rifiuti abbandonati nottetempo senza curarsi dei gravissimi danni che ciò comporta all’intero settore agricolo.