Giovani agricoltori, aumentano gli under 35 in Italia

mercoledì 29 Maggio 2019 di Redazione Giovani Impresa

Aumentano i Giovani agricoltoriAumentano i Giovani agricoltori

L’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese nel 2018, con un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da un’analisi dei giovani della Coldiretti che ringraziano il Santo Padre per l’attenzione riservata nel messaggio che Papa Francesco ha inviato al direttore generale della Fao, Josè Graziano da Silva, in occasione dell’inizio del Decennio delle Nazioni Unite per l’agricoltura familiare (2019-2028).

Il lavoro in campagna italiane, dove la stragrande maggioranza opera in aziende familiari, è stato rivoluzionato dal ritorno dei giovani con attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini,  l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Un contributo determinate è stato offerto peraltro dalla presenza femminile che rappresenta circa 1/3 delle imprese agricole ha portato creatività e capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita e l’attenzione al sociale. “L’attenzione, la cura, l’energia che stanno portando i giovani nelle campagne italiane ha saputo creare valore e benessere diffuso generando nuove opportunità di crescita e di sviluppo dei territori” ha affermato la leader del giovani della Coldiretti Veronica Barbati.

Ed è proprio in questa occasione che, nel ringraziare il Santo Padre per le parole di incoraggiamento ed impegno, si conferma con gioia la volontà di Coldiretti Giovani Impresa di partecipare all’appuntamento “Economy of Francesco” annunciato ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020. Un appuntamento in cui il Papa invita i giovani a discutere di una nuova economia, diversa, che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Sarà un’occasione d’incontro nel quale fare un “patto” per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani.

Facendo seguito all’Enciclica “Laudato sì”, è necessario sottolineare come oggi più che mai tutto è intimamente connesso e la salvaguardia dell’ambiente non può essere disgiunta dalla giustizia verso i poveri e dalla soluzione dei problemi strutturali dell’economia mondiale. E i giovani saranno al centro dell’incontro perché considerati “profezia di un’economia più attenta alla persona e all’ambiente”. Ed è proprio nella formazione, nel proprio lavoro, nella gestione delle proprie imprese e nell’impegno nelle organizzazioni giovanili che prenderanno forma cantieri di speranza per costruire altri modi di intendere l’economia e il progresso, per combattere la cultura dello scarto, per dare voce a chi non ne ha, per proporre nuovi stili di vita. “Avremo modo – afferma Veronica Barbati, leader dei giovani di Coldiretti – di raccontare, rappresentare e condividere la nostra esperienza di custodi del territorio, di promotori di un modello agricolo sostenibile, attento all’uso delle risorse e alle comunità che ruotano intorno al cibo e, quindi, all’agricoltura, all’economia. È più che mai necessario ridare anima all’economia, costruire paradigmi di sviluppo e di crescita che sappiano valorizzare le diversità, riportando al centro la persona, le persone, creando valore diffuso per le comunità. Abbiamo bisogno – continua Veronica Barbati – di ricostruire una consapevolezza intorno al concetto di valore che sappia e possa essere asse portante di comunità attente al se e all’altro in una prospettiva di condivisione e connessione che ci vede tutti legati – persone e risorse – gli uni agli altri. Il mondo agricolo e i giovani in particolare hanno sempre svolto in tal senso un ruolo emblematico e cogliamo, dunque, questo invito sentendo di poter contribuire in maniera profonda e responsabile alla costruzione di nuovi cantieri di speranze.  Potremo così renderci protagonisti dell’economia del futuro, attenta all’ambiente, alle comunità rurali e all’equità sociale.