Giornata Mondiale Alimentazione: sprecato 1/3 del cibo prodotto

giovedì 16 Ottobre 2014 di Staff Giovani Impresa

Oggi, 16 ottobre 2014, è la Giornata Mondiale dell’ Alimentazione, il tema portante di quest’anno si focalizza sull’agricoltura attraverso lo slogan della FAO, Nutrire il mondo, preservare il pianeta.
Anche in questa circostanza così importante per il nostro mondo, l’agricoltura e, soprattutto gli agricoltori giocano un ruolo essenziale.  L’agricoltura, quella tradizionale, ma allo stesso tempo innovativa, quella moderna che si affaccia al mondo 2.0, quella fatta da giovani che amano la terra, viene vista come mezzo  per combattere fame e povertà: la stessa assemblea generale dell’ONU, ha indicato questo 2014, come l’anno internazionale dell’agricoltura familiare.
Gli agricoltori non fanno parte di una ristretta nicchia all’ombra del progresso industriale e tecnologico, ma rappresentano un contributo assolutamente necessario per quanto riguarda la sicurezza alimentare di tutto il pianeta.

Come gli stessi Oscar Green ci hanno raccontato nel corso delle edizioni, gli agricoltori sono per la maggior parte giovani che con passione rinnovano tradizioni di famiglia, con lo scopo di dare un contributo concreto alla nostra terra. Maria Letizia Gardoni, Presidente dei Giovani Coldiretti, intervenuta durante il seminario promosso da Fondazione Symbola, Coesione è Competizione, Perché l’Italia deve fare l’Italia, aveva affermato che l’agricoltura è una “grande leva strategica di sviluppo e occupazione, ma anche di innovazione sociale”.
Innovare, questa la parola chiave quando si parla di agricoltura. Sempre la stessa Gardoni, proprio a proposito della Giornata Mondiale dell’ Alimentazione, ha dichiarato: “La mancanza di accesso al cibo da parte ancora di tante persone e, lo spreco di cibo che tante istituzioni denunciano, dimostrano la necessità di un nuovo modello di sviluppo che metta al centro l’agricoltura dei territori. Un modello di sviluppo che, come Giovani di Coldiretti, stiamo sostenendo e a cui stanno aderendo sempre più giovani come testimonia il crescente interesse delle nuove generazione ad investire nelle campagne.”

Oggi, parliamo di un mondo nel quale, dati alla mano, 1/3 del cibo prodotto viene costantemente sprecato: un totale di 1,3 miliardi di tonnellate che invece basterebbero a sfamare tutta quella parte di popolazione che, purtroppo, conosce la fame e soffre. La Fao ha voluto dedicare quest’anno proprio all’agricoltura familiare, che nel nostro Pese rappresenta il 95% del settore, per un totale di 1,53 milioni di aziende. In questa circostanza, Coldiretti ci tiene a sottolineare che non è eticamente sostenibile il fatto che 805 milioni di persone (1 su 10) non abbiano ancora cibo sufficiente, mentre gli sprechi alimentari hanno raggiunto 670 milioni di tonnellate nei paesi industrializzati  e  630 milioni di tonnellate in quelli in via di sviluppo.

Ogni anno, il cibo che viene prodotto, ma non consumato utilizza 1,4 miliardi di ettari di terreno (quasi il 30% della superficie agricola mondiale) ed è responsabile della produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra.
“La lotta alla fame si combatte anche intervenendo con una più attenta gestione e distribuzione della produzione agricola e alimentare”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare l’importanza di promuovere modelli di consumo più sostenibile. In Italia con la crisi si è registrata una storica inversione di tendenza, con quasi tre italiani su quattro (73%) che hanno tagliato gli sprechi a tavola secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Tra chi ha tagliato gli sprechi:

  • L’80% fa la spesa in modo più oculato magari nei mercati delle imprese agricole familiari di Campagna Amica dove i prodotti sono più freschi e durano di più
  • Il 37% guarda con più attenzione la data di scadenza
  • Il 26% ha ridotto le dosi acquistate
  • Il 56% quelli che riutilizzano quello che avanza.

La tendenza al contenimento degli sprechi è forse l’unico aspetto positivo della crisi, in una situazione in cui ogni persona in Italia, ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 Kg di prodotti alimentari durante l’anno.