Burocrazia, frena il “ritorno alla terra” per 3 giovani su 4

lunedì 4 Novembre 2019 di Redazione Giovani Impresa

Giovane agricoltoreGiovane agricoltore

La burocrazia spinge alla fuga dalle campagne 3 giovani su 4 che si sono visti respingere il sogno di diventare agricoltori per gli errori di programmazione delle Amministrazioni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della presentazione del rapporto Svimez 2019.

E’ in atto uno storico ritorno alla terra con 22mila giovani under 40 che hanno presentato domanda per l’insediamento in agricoltura nel sud Italia ma il 78% non sono state accolte per ritardi ed inefficienze dalle Regioni,  una burocrazia eccessiva che rappresenta il rischio concreto di restituzione a Bruxelles delle risorse comunitarie relative ai Piani di Sviluppo Rurale (Psr) del periodo 2014-2020 nelle regioni del Sud.

Una situazione che oltre a favorire l’emigrazione dei giovani mette anche a rischio i primati green del mezzogiorno dove si concentra la maggioranza di 2/3 dei terreni coltivati a biologico del Paese. L’Italia può vantare anche il primato in UE per numero di aziende agricole condotte da under 35 grazie, e soprattutto, alla capacità che molti giovani hanno avuto d’ interpretare in chiave innovativa tutte le possibilità offerte dalla multifunzionalità, ovvero lo svolgimento di attività connesse alla produzione primaria e legate all’azienda quali ad esempio gli agriturismi, la vendita diretta fino all’agricoltura sociale, da molti considerata l’ultima frontiera in tema d’innovazione.

Una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per l’Italia che perde opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per la ripresa economica, l’occupazione e la sostenibilità ambientale soprattutto nel Mezzogiorno dove maggiore è il bisogno occupazionale e più elevati sono i tassi di fuga dei giovani come dimostra l’analisi di Svimez.