Dieta: crescono i consumi degli alimenti gluten free e non trattati

lunedì 4 aprile 2016 di Staff Giovani Impresa

La dieta green degli italiani, con la spesa a km 0La dieta green degli italiani, con la spesa a km 0

Cambia la dieta degli italiani: nel 2015 sono cresciuti a due cifre in Italia i consumi di alimenti senza, dall’aumento del 50% degli acquisti di alimenti senza glutine, all’incremento del 20% di quelli biologici senza l’uso della chimica, fino al boom dei consumatori che cercano la garanzia ogm free. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti, dalla quale si evidenzia che si tratta del segmento più dinamico della tavola, dove i consumi sono stati praticamente stagnanti nell’ultimo anno.

Un exploit da ricondurre all’attenzione per il benessere, la forma fisica e la salute, oltre che la crescente diffusione di intolleranze alimentari che hanno portato molti italiani a modificare la propria dieta quotidiana. Una tendenza in forte ascesa nonostante il sovraprezzo da pagare, poiché secondo l’ultimo rapporto Coop:

·      il 70% degli italiani è disposto a pagare di più un alimento del tutto naturale

·      il 65% per uno che garantisce l’assenza di ogm

·      il 62% per un prodotto bio

·      il 60% per uno senza coloranti.

Se gli acquisti di prodotti biologici confezionati fanno registrare un incremento record del 20%, con più di 1 italiano su 3 che dichiara di acquistare cibi bio o naturali, sono 15 milioni le persone che mettono nel carrello prodotti locali a km 0, mentre ad acquistare regolarmente prodotti tipici del territorio sono ben 2 italiani su 3, secondo l’indagine Doxa per Coop.

A sostenere i consumi c’è il fatto che l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa, con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp, che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a km 0 che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea.

Sul territorio nazionale c’è anche il maggior numero di agricoltori biologici a livello europeo, secondo un’analisi Coldiretti su dati Sinab. Il nostro Paese conta 49.070 imprese biologiche, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente, con la superficie coltivata superiore al milione di ettari. Le aziende bio italiane sono il 17% di quelle europee, al secondo posto la Spagna (30.462 imprese, 12% dell’Ue) e la Polonia (25.944, 10% di quelle europee).