Voucher, in agricoltura +1,6% ore lavorate no a ulteriore burocrazia

venerdì 10 marzo 2017 di Redazione Giovani Impresa

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Introdotti inizialmente a titolo sperimentale per la vendemmia nel 2008 al fine di cogliere le caratteristiche di stagionalità e tempestività del lavoro in agricoltura, i voucher hanno progressivamente perso la loro connotazione agricola a seguito della progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio, tanto che in base ai dati relativi al primo semestre del 2016, solo l’1,09% del totale dei voucher è impiegato in agricoltura.

Nonostante ciò i voucher vanno salvati in quanto validi strumenti in grado di cogliere le peculiarità del lavoro in agricoltura, nonché per la comprovata capacità di promuovere l’emersione del lavoro sommerso come dimostra anche l’aumento dell’1,6% delle ore lavorate nel quarto trimestre del 2016 rispetto all’anno precedente, secondo l’Istat. Al tempo stesso è necessario procedere ad un’opera di semplificazione del sistema tale da renderli maggiormente fruibili riducendo la burocrazia che, negli anni, ne ha fatto ridurre sensibilmente l’utilizzo soprattutto in comparazione con altri settori.  E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento al testo unificato sui voucher adottato dal Comitato ristretto della Commissione Lavoro della Camera sottolineando che in agricoltura non si sono verificati gli abusi degli altri settori anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali.

I voucher, ha dichiarato Maria Letizia Gardoni Delegata nazionale Coldiretti Giovani Impresa, rappresentano un sostegno economico per tutti gli studenti che, affascinati dal mondo rurale, vogliono vivere un’esperienza lavorativa in campagna limitata nel tempo.  Cogliendo a pieno le peculiarità del mondo agricolo, i voucher non hanno abusivamente sostituito legittimi contratti di lavoro previsti dalla legge come invece è avvenuto in altri settori, dove sono stati utilizzati per tutti i lavoratori senza alcun tipo di discriminante come appunto l’applicazione a specifiche categorie o determinati periodi temporali. Per questa ragione, ha concluso Maria Letizia Gardoni, non possiamo permettere che perdano efficacia in un settore come il nostro dove i voucher sono utilizzati esclusivamente per retribuire il lavoro accessorio svolto dalle fasce più sensibili come gli studenti ed i pensionati“.