Salute e sovrappeso: Sud Italia più “grasso” rispetto al Nord

giovedì 17 settembre 2015 di Staff Giovani Impresa

salute_dieta_mediterranea

Da un’analisi sulla base di dati Istat emerge che la salute degli italiani è a rischio, in particolare se ci si sposta nel Mezzogiorno: nel Sud Italia, infatti, sono in sovrappeso o obesi il 59,6% degli uomini e il 42,9% delle donne, valori che sono superiori di 10 punti percentuali rispetto a quelli del Nord-Ovest.
I dati sono stati diffusi in occasione della settimana della dieta mediterranea in corso a Expo e che durerà fino a domenica 20 settembre. Complessivamente in Italia è in sovrappeso o obeso:

  • il 54,5% degli uomini
  • il 37,5% delle donne.

Questa condizione cresce con l’aumentare dell’età, raggiungendo i valori più elevati tra i 65 e i 74 anni, e subisce una lieve flessione nelle età più avanzate. Esistono pronunciate differenze geografiche, con le regioni con il maggior numero di persone obese o sovrappeso che sono, per gli uomini:

  • Molise (64,8%)
  • Campania (61,6%)
  • Sicilia (60,6%)
  • Puglia (59,1%)
  • Basilicata (58,8%).

Per le donne invece:

  • Basilicata (46,5%)
  • Puglia (44,1%)
  • Campania (43,7%)
  • Molise (43,4%)
  • Sicilia (40,8%).

Sul versante opposto si collocano Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria, con qualche variazione nella posizione di queste regioni nella classifica delle donne rispetto a quella degli uomini. La quota delle persone in sovrappeso e di quelle obese cresce con il diminuire del titolo di studio in tutte le classi di età. Non sono solo i meno istruiti a portare un maggiore carico di obesità rispetto ai più istruiti, ma esiste un gradiente sociale, per cui ogni gruppo ha una prevalenza di obesità maggiore di quello che lo precede e minore di quello che lo segue sulla scala sociale.

L’aumento di assunzione di energia attraverso il cibo, più che la diminuzione dello svolgimento di attività fisica, è ritenuto il principale responsabile della crescita dell’epidemia dell’obesità nei gruppi di bassa posizione sociale. È stato stimato che in Italia, Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Svizzera, Svezia e Gran Bretagna tra il 60% e il 100% dell’aumento di peso sia da attribuire agli eccessi alimentari piuttosto che alla mancanza di attività fisica.

Non è peraltro una semplice coincidenza che la propensione a consumare almeno 4 porzioni di frutta e verdura al giorno sia meno diffusa nel Mezzogiorno rispetto che al Nord, con sensibili variazioni tra le regioni. Esiste una differenza di circa 20 punti percentuali, per entrambi i generi, tra il Piemonte e la Basilicata, collocate rispettivamente in cima e in fondo alla classifica per ordine decrescente di quota di consumatori. Seguono Calabria e Molise tra le altre regioni con le percentuali più basse, evidenziando come nel Sud Italia la cattiva abitudine di non mangiare un’adeguata quantità di frutta e verdura vada di pari passo con la tendenza all’obesità e al sovrappeso.