Maltempo: milioni di euro di danni in campagna

giovedì 11 ottobre 2018 di Redazione Giovani Impresa

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Ammonta a milioni di euro il conto dei danni all’agricoltura causati dall’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Penisola tra coltivazioni distrutte, campi allagati e strade di campagna franate. È quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti degli ultimi nubifragi che hanno colpito il territorio nazionale dalla Calabria alla Puglia fino alla Sicilia, con vere e proprie bombe d’acqua e grandine.

In Puglia si segnalano campi sommersi nel Tarantino con danni alle coltivazioni di ortaggi e di uva da tavola. Allagamenti anche nel Catanese, che si sommano ai problemi causati dal terremoto.

Si aggrava la situazione in Calabria dove si estendono a gran parte del territorio regionale gli effetti dei nubifragi e delle esondazioni con aziende agricole sommerse e isolate per la frana delle strade interpoderali. Nel Lametino sono andate sott’acqua le coltivazioni di ortaggi (in particolare le cipolle) e di fiori. Nel Reggino danni agli ortaggi ma anche agli oliveti nella fascia che va dalla media collina al mare. Inoltre nel Crotonese le abbondanti piogge hanno sommerso le coltivazioni finocchio appena messo a dimora.

Interi greggi di pecore sono isolati per l’esondazione dei fiumi e si teme per la loro sopravvivenza in Sardegna dove le intense piogge hanno allagato le campagne danneggiando le coltivazioni. Nel campi allagati è impossibile la semina dei cereali, ma sono andate anche distrutte le coltivazioni di ortaggi prossime alla raccolta. La situazione è in evoluzione ed è in atto un monitoraggio capillare del territorio da parte della Coldiretti. La nuova ondata di maltempo colpisce la Sardegna dopo un mese di agosto da incubo che è stato il più piovoso da quanto si rilevano i dati (1922) con diverse bombe d’acqua che hanno interessato soprattutto il centro sud Sardegna ed in particolare le coste, e la tregua del mese di settembre.

A livello nazionale il maltempo si abbatte sull’Italia dopo un mese di settembre che ha fatto segnare il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che amplificano il rischio idrogeologico, sulla base dei dati Isac Cnr. A preoccupare sono gli effetti sulle coltivazioni agricole nelle campagne dove è in pieno svolgimento la vendemmia e si iniziano a raccogliere le olive, dopo che dall’inizio dell’anno si contano perdite superiori ai 600 milioni di euro a causa degli eventi estremi. I cambiamenti climatici si abbattono su un territorio già fragile con la presenza in Italia di 7.275 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale, ma la percentuale sale al 100% per Liguria e Toscana mentre è al 90% per il Piemonte, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

Un andamento che conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo e che dall’inizio dell’anno hanno causato danni per oltre mezzo miliardo di euro all’agricoltura italiana.