Lavoro e occupazione, il settore agricolo è il più gettonato

giovedì 8 dicembre 2016 di Staff Giovani Impresa

Lavoro e occupazione, giovane imprenditrice agricola nella propria aziendaLavoro e occupazione, giovane imprenditrice agricola nella propria azienda

Lavoro e occupazione, tematiche che sono all’ordine del giorno, soprattutto quando si parla di futuro e di cambio generazionale. I ragazzi, infatti, sono quelli che in questo particolare momento, hanno maggior difficoltà ha trovare un impiego stabile. Tra i settori che maggiormente garantiscono un lavoro, c’è l’agricoltura: è lei, infatti a far segnare il maggior aumento delle ore lavorate, con un incremento record del 3,9% annuale, che è più del doppio di quello fatto registrare nei servizi (+1,6%) e il 50% in più di quello dell’industria (+2,6%).

È quanto emerge da una recente analisi realizzata sulla base dei dati Istat, relativi al mercato del lavoro nel terzo trimestre del 2016, che conferma il trend positivo del settore primario che già nel secondo trimestre aveva fatto segnare un balzo del 5%, mentre nel primo era stato addirittura del 5,8% in termini tendenziali. Si tratta della conferma della dinamicità del settore, nonostante le difficoltà che si stanno registrando sul mercato, dove i compensi riconosciuti agli agricoltori sono, in molti casi, al di sotto dei costi di produzione. Sono 7.569 nuove imprese guidate da giovani agricoltori: il risultato è che oggi quasi un’impresa condotta da giovani su dieci in Italia, opera in agricoltura (8,4%) dove sono presenti ben 50.543 aziende guidate da under 35 per effetto del crescente interesse dei giovani per il lavoro in campagna.

Nel 2016 l’agricoltura, quindi, si colloca al secondo posto dopo il commercio al dettaglio nella top five dei settori preferiti dai giovani imprenditori (agricoltura e allevamento 7.094, commercio al dettaglio 10.999). Delle nuove imprese aperte nel 2016, quelle agricole rappresentano il 10% del totale. Si tratta di risultati resi possibili anche dai Piani di Sviluppo Rurale, che ad oggi hanno registrato una grande affluenza in termini di domande di primo insediamento, tanto che alcune regioni come Toscana, Emilia Romagna e Basilicata hanno aperto un secondo bando nell’ambito della nuova programmazione 2014-2020. Al 2020 sono sono attesi circa 20 mila nuovi insediamenti.