La spesa degli italiani è sempre più a chilometro zero

lunedì 16 maggio 2016 di Staff Giovani Impresa

La spesa degli italiani, direttamente dai produttoriLa spesa degli italiani, direttamente dai produttori

La spesa degli italiani sempre più “contadina”: sono infatti triplicati – negli ultimi cinque anni – gli acquisti diretti nelle fattorie o nei mercati degli agricoltori, dove è stato raggiunto il record di 15 milioni di presenze nel 2015. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè resa nota a quindici anni dall’approvazione della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) che ha rivoluzionato l’agricoltura italiana allargando i confini dell’imprenditorialità agricola nella tutela ambientale, nelle attività sociali, nella trasformazione aziendale e nella vendita diretta. La spesa degli italiani a Km 0, è un exploit da ricondurre all’attenzione per il benessere, la forma fisica e la salute, oltre che alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare il proprio territorio come dimostra il fatto che proprio il 70% degli abitanti del BelPaese è addirittura disposto a pagare di più un alimento del tutto naturale, il 65% per uno che garantisce l’assenza di Ogm, il 62% per un prodotto bio e il 60% per uno senza coloranti.
La spesa degli italiani a chilometro zero, fa capo ad una domanda di naturalità che ha dato lo spunto per far nascere prodotti innovativi come gli agrigelati, che utilizzano il latte  dalla stalla al cono, le agribirre con l’impiego dell’orzo aziendale in un contesto produttivo a ciclo chiuso garantito dallo stesso agricoltore o gli agricosmetici che sono ottenuti da proprie coltivazioni o allevamenti,  da quelli di bava di lumaca a quelli a base di linfa della vite, ma anche al latte d’asina, al miele, all’olio o al vino, ma si assiste però anche ad inaspettati ritorni come il pane del contadino che utilizza magari grano recuperato dal rischio di estinzione.

La spesa degli italiani, dunque, si è fatta sempre più “diretta”, causando positivamente un vero e proprio boom, che ha portato ad oltre diecimila punti vendita gestiti direttamente dagli agricoltori tra fattorie e mercati lungo tutta la Penisola grazie alla fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti, che ha realizzato la più vasta e capillare rete di vendita organizzata dagli agricoltori nel mondo che può contare su fattorie, botteghe e mercati che coinvolgono 20mila aziende con prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno. Nei mercati e nelle fattorie  si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. I mercati degli agricoltori promuovono la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km 0, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita, che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. Oltre a ciò, svolgono una importante azione di recupero di varietà a rischio di estinzione. Si stima che almeno 100 varietà vegetali definite minori, tra frutta, verdura, legumi, erbe selvatiche e prodotti ottenuti da almeno 30 diverse razze di bovini, maiali, pecore e capre allevati su scala ridotta trovino sbocco nell’attuale rete di mercati e fattorie degli agricoltori.

“I mercati degli agricoltori in realtà non sono solo luoghi di commercio, ma hanno acquisito nel tempo un ruolo importante come momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l’orto, ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef, all’educazione con i tutor della spesa, ma anche momenti di solidarietà” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo riguardo all’iniziativa di Coldiretti insieme alla FOCSIV, “Abbiamo RISO per una cosa seria” che si è svolta durante il weekend appena trascorso. Nei mercati di Campagna Amica è stato offerto con una donazione di 5,00 Euro, il riso prodotto dagli agricoltori di Coldiretti aderenti alla Filiera Agricola Italiana, per contribuire alla realizzazione di 38 interventi di agricoltura familiare nelle aree più povere del mondo a sostegno di 114.248 famiglie di contadini e alla costruzione del Villaggio solidale, che sarà realizzato in Puglia da Coldiretti e Focsiv, per dare ospitalità agli immigrati sottraendoli allo sfruttamento del caporalato e garantendo loro un regolare contratto di lavoro per la raccolta stagionale del pomodoro nelle imprese agricole. Un impegno concreto ed innovativo che può contribuire a creare un sensibilità più diffusa anche sulla sfida epocale sull’emergenza profughi affrontata dall’Italia e dall’Unione Europea.