Agricoltura, migranti: via libera a ingressi per 13.000 lavoratori

giovedì 18 febbraio 2016 di Staff Giovani Impresa

Nuove opportunità di lavoro in agricoltura per migrantiNuove opportunità di lavoro in agricoltura per migranti

Al via le domande telematiche per l’ingresso di 13mila lavoratori non comunitari stagionali, che potranno essere inviate fino al 31 dicembre, utilizzando il sistema disponibile sul sito del Ministero dell’Interno. Lo rende noto Coldiretti nell’evidenziare come la data di emanazione del Decreto per il 2016, potrà finalmente consentire alle imprese di disporre della manodopera stagionale, in tempi compatibili con le esigenze aziendali.
Mantenuta anche la possibilità di conversione di 4600 permessi di soggiorno stagionale, in permessi di soggiorno per lavoro subordinato, che consentiranno a molte aziende agricole di stabilizzare il rapporto con i propri lavoratori stranieri che, anno-dopo-anno sono entrati con i flussi stagionali.
Con il click day si è avviata una procedura informatica con domande di ingresso on line per lavoratori stagionali extracomunitari, che troveranno occupazione soprattutto in agricoltura che, insieme al turismo e all’edilizia, è il settore con maggiori opportunità occupazionali, principalmente per le grandi campagne di raccolta delle principali produzioni Made in Italy: dalla frutta alla verdura, dai fiori al vino fino agli allevamenti.

Possono essere assunti per lavori stagionali cittadini non comunitari originari di:

  • Albania
  • Algeria
  • Bosnia-Herzegovina
  • Croazia Corea
  • Costa d’Avorio
  • Egitto
  • Etiopia
  • Filippine
  • Gambia
  • Ghana
  • Giappone
  • India
  • Kosovo
  • Macedonia
  • Marocco
  • Mauritius
  • Moldavia
  • Moldova
  • Montenegro
  • Niger
  • Nigeria
  • Pakistan
  • Senegal
  • Serbia
  • Sri Lanka
  • Sudan
  • Ucraina
  • Tunisia

e anche cittadini stranieri non comunitari di altre nazionalità, purchè abbiano già fatto ingresso regolare in Italia negli anni precedenti, con permesso di lavoro stagionale.

Sono molti i distretti agricoli dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale, come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti da latte in Lombardia, dove a svolgere l’attività di bergamini sono soprattutto gli indiani, mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia. Sono circa 30mila le aziende agricole italiane che, secondo Coldiretti, assumono lavoratori extracomunitari.