Agricoltura e allevamento: in Italia il new business delle pecore

mercoledì 18 maggio 2016 di Staff Giovani Impresa

New business tra agricoltura e allevamento: agrigelati e stoffaNew business tra agricoltura e allevamento: agrigelati e stoffa

Agricoltura e allevamento, ma non solo: dalla linea di cosmetici naturali alla bioedilizia, ma anche panne assorbenti contro gli sversamenti di inquinanti nel mare e nei corsi d’acqua, speciali collezioni di moda dall’ovile all’atelier fino agli agrigelati con latte di pecora, sono alcuni dei nuovi business che hanno rivitalizzato la pastorizia in Italia. E’ quanto emerge dal dossier elaborato in occasione della Giornata dedicata alla Pecora, con migliaia di agricoltori con pecore delle diverse razze al seguito al Centro Universitario sportivo – S.S. 17 ovest, località Centi Colella a L’Aquila, scelta per testimoniare che un nuovo inizio è possibile, dopo il dramma del terremoto.

Per la propria capacità di assorbimento la lana di pecora viene ora utilizzata nelle panne di assorbimento per combattere  i disastri ambientali provocati dagli sversamenti in mare e nei corsi d’acqua di pericolosi inquinanti, come è avvenuto recentemente a Genova, ma è anche una materiale particolarmente efficace per l’isolamento termico e acustico degli edifici dove garantisce prestazioni eccellenti sia nella protezione dal caldo e dal freddo, regolando il livello di umidità, sia contro i rumori, con un materiale naturale, sano e riciclabile. L’utilizzo della lana di pecora in edilizia si sta diffondendo rapidamente con il commercio di pannelli e materassini isolanti, che usano sia una combinazione di lana di pecora e di lana riciclata sia la sola lana di pecora ricavata dalla tosatura. Anche il latte di pecora diventa la base per pitture anti-muffa green, senza l’uso di acqua, che garantiscono la salute degli edifici e un impatto zero sull’ambiente.

Tra agricoltura e allevamento, negli anni si è verificata anche la riscoperta della lana per il suo utilizzo primario – anche se con profonde innovazioni dirette a valorizzarne la qualità e il legame con il territorio – con la nascita di veri e propri atelier di alta moda a chilometri zero, che puntano tutto sulla naturalità, dalla selezione dei velli direttamente nell’allevamento locale, alla loro filatura in antichi telai, fino all’uso di tinture naturali di piante autoctone per realizzare capi di alta sartoria esportati in tutto il mondo. Si cerca anche di valorizzare i principi attivi del latte di pecora in saponi, crema di latte corpo e shampoo doccia, con la sperimentazione di linee innovative di cosmetici mentre l’attenzione al benessere ha portato anche alla nascita del primo pecorino anticolesterolo. Si tratta di un prodotto innovativo realizzato da un allevatore toscano, in collaborazione con le Università di Pisa e di Cagliari, semplicemente modificando le abitudini alimentari delle greggi. Le pecore brucano al pascolo il lino e in stalla mangiano dell’ottimo foraggio arricchito con olio di soia, producendo così un latte naturale di altissima qualità tutto l’anno. Il risultato è un pecorino arricchito di omega 3 e Cla (un acido grasso che appartiene al gruppo degli Omega-6) che permette ai buongustai di non rinunciare al formaggio salvaguardando la propria salute.

Agricoltura e allevamento, ma soprattutto filiera corta: dall’ovile al cono è nato il gelato al latte di pecora dal quale si possono ottenere gusti diversi dal sapore deciso, ma delicato, accattivante e certo fuori dal comune che è particolarmente apprezzato anche dai bambini, che mostrano un grande feeling con questo animale. Lo conferma il successo che hanno le pecore all’interno delle fattorie didattiche che sempre più spesso sono coinvolte dalle scuole nelle attività formative, per ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento con i cibi consumati ogni giorno, dalla mungitura alla preparazione del formaggio fino ai laboratori del gusto.