Il brunch alla contadina è servito, ecco la storia di Damiano

Nel suo agriturismo c'è anche un Museo della civiltà contadina, con pezzi unici. Novità 2019: coltiverà anche il lino

Un brunch domenicale in versione piacentina, con le prelibatezze, dolci e salate, a chilometro zero. Dai cornetti farciti con le marmellate di frutta a panini, focacce e tigelle con i salumi e i formaggi del territorio.

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Questa una delle proposte originali dell’agriturismo “Casa della Memoria” di Fiorenzuola che deve molto alla creatività del suo titolare, Damiano Sprega, di appena 20 anni. Nell’azienda a conduzione familiare, Damiano si occupa dei campi (dove coltiva in prevalenza grano, orzo e farro) e dei vigneti, ma è anche in cucina dove – armato di tanta pazienza e del lievito madre – cura la panificazione, sfornando bontà richiestissime, da gustare, su prenotazione, nei pasti tradizionali o nel ricco brunch domenicale.

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Damiano, laureando in Scienze Agrarie, è anche il responsabile del Museo della civiltà contadina allestito in una cascina dell’azienda ed è la regia degli eventi culturali che fanno di “Casa della Memoria” un punto di riferimento per artisti, scrittori e musicisti.

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Un vero esempio di multifunzionalità e di idee innovative in agricoltura, per di più biologico. Tra le novità del 2019 c’è la volontà di coltivare il lino, riprendendo la tradizione dei nonni, per produrre olio.

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Fiore all’occhiello dell’agriturismo è il museo di civiltà contadina, inaugurato nel 2009, grazie anche al circuito Terre Traverse: “È una raccolta d’attrezzi al 60% appartenenti alla mia famiglia. Si va indietro fino alla seconda metà dell’800. I restanti attrezzi provengono dai visitatori, che hanno voluto arricchire la nostra collezione con pezzi unici. Ci sono il bancone da falegname, il telaio, l’attrezzo per battere la canapa, tutti restaurati con cura. C’è una vecchissima bici che serviva al fruttivendolo Cesarino di San Protaso per trasportare i polli. Ogni pezzo racconta una storia, che i visitatori, entrando nel museo, possono leggere. Un viaggio appassionante nel tempo”.

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