Legalità, arriva la “Giornata della Lotta alla Contraffazione per gli studenti”

martedì 29 Ottobre 2019 di Redazione Giovani Impresa

Giovani a lezione di legalitàGiovani a lezione di legalità

Legalità al centro della prima “Giornata della Lotta alla Contraffazione per gli studenti” organizzata nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto tra diverse Amministrazioni dello Stato, Forze dell’Ordine e Associazioni di categoria che partecipano ai lavori del Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding (CNALCIS).

Presenti all’incontro,  presso l’Auditorium della Legione Allievi della Guardia di Finanza di Bari,  oltre 850 studenti di 15 scuole superiori di secondo grado dell’aerea metropolitana barese, che nelle settimane precedenti all’evento sono stati coinvolti in un percorso formativo organizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

“Il settore agroalimentare Made in Italy è fortemente colpito dalla contraffazione che danneggia sia i produttori che i consumatori, sempre di più ingannati dal sapiente quanto “delittuoso” utilizzo di parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all’Italia su alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale, ha detto Veronica Barbati, leader nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un aumento record del 70% del valore del falso Made in italy che oggi si attesta a oltre 100 miliardi. Si tratta di un fenomeno che toglie mercato al vero prodotto italiano, nonché posti di lavoro, pregiudicando la sopravvivenza di molte aziende, sempre di più condotte da under 35, che hanno fatto dell’export una fonte principale di ingresso economico.

L’Unione europea deve agire per garantire la legalità tutelando le nostre produzioni con leggi che prevedano l’obbligo d’indicazione dell’origine della materia prima per tutti gli alimenti, anche trasformati, come richiesto dalla petizione europea ECI che ha raccolto 1milione e 100mila firme in UE.  E’ inoltre necessario, ha precisato il presidente dei giovani di Coldiretti Barbati, che la Commissione UE negozi accordi internazionali che vietino categoricamente la contraffazione e non utilizzino l’agricoltura come merce di scambio a vantaggio di altri settori.

Coldiretti ha coniato un neologismo per descrivere il panorama criminale “agropirateria”. “Il fenomeno criminale si sviluppa – ha concluso il presidente dei giovani di Coldiretti Barbati – attraverso la vendita, le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e diventano “made in Puglia” e “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni del nostro territorio”.

“Per questo occorre affiancare le norme sulla legalità e sui corretti rapporti di lavoro, anche attraverso una nuova trattativa sul rinnovo dei contratti di lavoro provinciali, all’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti”, ha aggiunto Cinzia Coduti dell’Osservatorio Agromafie. “Lo scenario ‘evolutivo’ delle agromafie – ha spiegato Coduti – è drammaticamente dilagante. Vanno contrastate nei terreni agricoli, nelle segrete stanze in cui si determinano in prezzi, nell’opacità della burocrazia, nella fase della distribuzione di prodotti, ora anche sul web, che percorrono migliaia di chilometri prima di giungere al consumatore finale, ma anche con la trasparenza e l’informazione dei cittadini che devono poter conoscere la storia del prodotto che arriva nel piatto”.

“Con i prodotti che sfruttano l’italian sounding occorre difendere anche sul web un patrimonio agroalimentare straordinario sotto attacco dell’agropirateria internazionale. Le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero triplicare se ci fosse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, quando sono ancora falsi quasi due prodotti alimentari di ‘tipo italiano’ su tre”, ha precisato Benedetta Liberace, a capo del gruppo di giovani di Coldiretti Puglia che hanno partecipato all’evento nazionale organizzato a Bari.

L’Italian sounding vola anche sul web con gli ‘agropirati’ che sfruttano il valore incalcolabile del brand ‘made in Italy’ e dei prodotti DOP e IGP per vendere finti olio extravergine pugliese, lenticchia di Altamura, burrata di Andria e Limone Femminello del Gargano, intercettati e bloccati dall’Ispettorato centrale della tutela e qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, denuncia di Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del Rapporto 2018 dell’ICQRF del MIPAAFT.