Climakers: Simone Petrillo, esempio di agricoltura che fa bene all’ambiente

venerdì 15 Novembre 2019 di Redazione Giovani Impresa

Simone Petrillo a ClimakersSimone Petrillo a Climakers

Climakers, alleanza  mondiale che raggruppa organizzazioni di agricoltori, attori del settore privato, ricercatori e gruppi della società civile, impegnati a fornire soluzioni concrete e fattive ai cambiamenti climatici, ha scelto Simone Petrillo, giovane agricoltore campano, come esempio di  buona pratica per l’applicazione in agricoltura di misure capaci di garantire la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. In tale veste Simone ha partecipato alla Conferenza regionale europea Climakers, organizzata dal Consiglio europeo dei giovani agricoltori, tenutasi ieri a Bruxelles.

Iside è un’azienda agricola di circa 30 ettari nei comuni di Pietradefusi (Avellino) e San Giorgio del Sannio (Benevento), dedita in parte alla coltivazione di piante aromatiche/officinali e, per l’altra, alle tradizionali colture di rotazione (con particolare attenzione rivolta al recupero di cereali antichi quale il farro monococco e spelta), alle piante di ulivo, ad una piccola vigna, agli ortaggi, a diversi alberi da frutta e a terreni boschivi.

Nell’azienda di Simone vige una regola imprescindibile: tutto dev’essere fatto secondo natura con un approccio basato sull’osservazione privilegiando soluzioni semplici e limitando l’intervento alle pratiche strettamente necessarie, senza intralciare i cicli naturali. Tutta la produzione avviene nel pieno rispetto del metodo biologico traendo ispirazione dai principi dell’agricoltura naturale del Maestro Masanobu Fukuoka, lasciando che la natura faccia il suo corso, nel massimo rispetto di quello che può offrire senza mai forzare gli eventi.

A tal fine, Simone ha sviluppato una programmazione basata sulle rotazioni colturali e sui terreni a riposo, che si contraddistingue per un uso, quasi pari a zero, delle risorse idriche in quanto l’acqua viene utilizzata solo ed esclusivamente in caso di messa a coltura di nuove piante officinali, attraverso l’utilizzo di impianto di irrigazione a goccia, limitatamente alla fase di trapianto e per i giorni immediatamente successivi.

Rispetto della natura ma anche utilizzo della tecnologia. La presenza di una stazione agrometereologica che invia i dati anche agli uffici regionali fa in modo che, una volta che le piante hanno attecchito, non vengono effettuate ulteriori forme di irrigazione.

Le piante officinali vengono raccolte e selezionate manualmente, essiccate in maniera naturale in ambiente idoneo e pulito, con controllo costante di temperatura e grado di umidità, senza l’utilizzo di celle di essiccazione (che, ridurrebbero i tempi di essiccazione, ma comporterebbero un consumo eccessivo di energia elettrica ed inciderebbero negativamente sulla qualità e sulle caratteristiche organolettiche del prodotto essiccato). Anche la distillazione in corrente di vapore avviene lentamente, senza l’aggiunta di additivi chimici e l’utilizzo di solventi.

Una volta analizzati da laboratori universitari specializzati, i prodotti possono dirsi naturali e biologici al 100%, OGM free, senza aggiunta di additivi e sostanze chimiche di sintesi, per offrire il massimo della sicurezza e della qualità ai consumatori.

Anche il packaging utilizzato, rispecchia la visione di un’agricoltura sostenibile, in quanto è interamente riciclabile, essendo costituito da vasi o flaconi in vetro e scatoline di carta.

Per quanto riguarda i rifiuti, l’azienda potrebbe definirsi “zero waste”, in quanto non utilizza alcun tipo di prodotto (concimi, fertilizzanti, etc..), neanche quelli ammessi in regime biologico, e gli stessi scarti vegetali delle piante vengono recuperati per creare  compost e realizzare una pacciamatura naturale, secondo l’ottica di un’economia circolare.

“L’impiego di fonti rinnovabili, l’eliminazione di sostanze dannose, la riduzione di rifiuti e di sprechi, consentono di produrre prodotti che preservano l’ambiente senza intralciarne i cicli naturali. Siamo convinti che solo un’agricoltura sostenibile, oltre a produrre alimenti e altri prodotti agricoli, sia anche economicamente vantaggiosa per gli agricoltori, rispettosa dell’ambiente, socialmente giusta, contribuendo a migliorare la qualità della vita sia degli agricoltori che dell’intera società”, ha dichiarato Simone al termine del suo intervento.