Riso, senza clausola di salvaguardia aumenta import di japonica dal

martedì 19 Novembre 2019 di Redazione Giovani Impresa

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Con un aumento del +213% nella campagna di commercializzazione 2018/2019 è boom in Europa di riso proveniente dal Myanmar dalle stragi e dalle persecuzioni di cui è vittima il popolo dei Rohingya. E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della riunione del Consiglio “Agricoltura e pesca” della Ue a Bruxelles dove il ministro italiano delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha chiesto al commissario Ue Phil Hogan di ripristinare i dazi per le importazioni nell’Ue di riso tipo japonica dal Myanmar.

Infatti dopo l’attivazione della clausola di salvaguardia che ha eliminato la facilitazione del dazio zero sull’import di riso indica dalla Cambogia e dal Myanmar si è verificato un aumento sospetto delle importazioni dal Myanmar di riso Japonica che invece continuano a godere delle esenzioni tariffarie per l’ingresso nella Ue dove, nella stagione 2018/2019, sono arrivate a 85.685 tonnellate contro le 27.334 di quella precedente.   Una tendenza confermata dalla campagna in corso, con gli acquisti aumentati del 300% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia nonostante la forte produzione le importazioni totali di riso straniero sono già cresciute del 46,6% nei primi otto mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’aumento delle importazioni di Japonica a dazio zero potrebbe generare gravi difficoltà e danni ai coltivatori Ue con l’Italia che è il primo produttore europeo con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno, pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue, con una gamma varietale del tutto unica.

Oltre a fare concorrenza sleale ai produttori italiani sulla ex Birmania pesa l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” per i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya ed è quindi necessario attivare al più presto la sospensione del regime EBA (tutto tranne le armi) attivando al tempo stesso un monitoraggio quotidiano e coordinato a livello europeo delle importazioni di riso Japonica.

Nell’ambito dei negoziati internazionali per gli accordi di libero scambio il riso deve essere considerato un prodotto “sensibile” dalla Commissione Ue, evitando nuove concessioni all’import e rendendo obbligatoria a livello europeo in etichetta l’indicazione del Paese di origine in modo da indirizzare gli investimenti dei fondi comunitari per la promozione solo verso il riso coltivato nell’Unione.

Per la sicurezza dei consumatori è poi necessario eliminare le soglie di tolleranza per le sostanze vietate all’interno dell’Ue con il divieto all’importazione di prodotti agricoli contenenti sostanze attive non approvate nell’UE con reciprocità nelle regole sull’uso degli agrofarmaci tra i produttori Ue e tra questi e quelli dei paesi terzi.