Maltempo, si registrano laghi gonfi e Po in crescita di ½ metro

venerdì 22 Novembre 2019 di Redazione Giovani Impresa

Campi colpiti da maltempoCampi colpiti da maltempo

La nuova ondata di maltempo arriva in una Italia già provata dalle intense precipitazioni che hanno provocato alluvioni e gonfiato i grandi laghi del nord come il Garda con un grado di riempimento all’88%, il Maggiore dell’86%, e quello di Como al 79%, tutti con livelli ben oltre la media del periodo. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti in riferimento all’allerta arancione della protezione civile per il maltempo in Veneto ed Emilia Romagna dove il Po è salito di oltre mezzo metro nelle ultime 24 ore a Boretto.

Il livello dei grandi laghi e del principale fiume è rappresentativo della situazione di sofferenza dei corsi d’acqua lungo la Penisola dove ancora molti terreni agricoli sono sott’acqua. Nei campi allagati la pioggia senza tregua sta compromettendo le tradizionali semine autunnali come quelle del grano tenere e del grano duro, con il 50% in media delle operazioni ancora da completare.

Gli agricoltori non riescono neppure a entrare nelle aziende per effettuare le necessarie operazioni colturali mentre, dove si è già seminato, i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua. Se il maltempo dovesse proseguire sarebbe impossibile completare le semine, con il conseguente azzeramento di buona parte dei raccolti.

Una situazione che fa salire il conto dei danni nelle campagne con pecore, maiali e mucche affogate, ortaggi distrutti, foraggi per l’alimentazione degli animali perduti, vigneti e frutteti devastati, oli e abbattute a terra, serre divelte e capannoni scoperchiati ma anche trattori e macchine agricole nel fango con perdite di oltre cento milioni di euro secondo il primo bilancio stilato dalla Coldiretti che chiede di verificare le condizioni per dichiarare lo stato di calamità nelle zone più colpite.

Un problema particolarmente grave in Lombardia, dove oltre a non seminare è peraltro a rischio la conclusione della raccolta del riso, già in ritardo di 15 giorni rispetto allo scorso anno. In Veneto l’acqua alta a Venezia ha bruciato le coltivazioni invernali di ortaggi ma pesanti danni si segnalano anche alla pesca a causa del maltempo che ha colpito gli allevamenti di cozze e vongole nel Polesine. Le conseguenze dei nubifragi sono pesanti anche nella fascia che va dall’Emilia Romagna alla Toscana, dove le esondazioni di torrenti e corsi d’acqua hanno  colpito gli allevamenti con pecore, mucche e maiali annegati, oltre ai campi finiti sott’acqua.

Proprio l’allagamento dei terreni e l’asfissia delle coltivazioni sommerse rappresenta uno dei problemi principali anche nel Centro Italia dall’Umbria al Lazio e, soprattutto al Sud. In Campania l’acqua ha invaso migliaia di ettari coltivati a cipollotti, insalate, broccoli, cavolfiori e finocchi e persino i depositi di fieno e foglie di tabacco pronte per la consegna, mentre in Puglia i nubifragi hanno danneggiato non solo le verdure ma anche i piccoli ulivi di varietà anti Xylella appena piantati.