Emergenza alluvione: a Livorno vanno a ruba le zucche della solidarietà

venerdì 15 Settembre 2017 di Staff Giovani Impresa

Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo e alcuni cittadini mentre acquistano in azienda le “zucche della solidarietà”Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo e alcuni cittadini mentre acquistano in azienda le “zucche della solidarietà”

Emergenza alluvione: quasi un migliaio di livornesi ha già acquistato in pochi giorni zucche come atto di solidarietà nei confronti di una azienda agricola devastata. Lo si rende noto nel sottolineare che l’esperienza dell’azienda del 27enne giovane agricoltore Federico Rustici è solo un esempio della mobilitazione generale della città a sostegno degli agricoltori danneggiati che hanno ricevuto la visita del presidente nazionale Roberto Moncalvo. Sono migliaia i livornesi di tutte le età, ma anche i cittadini che, provenienti da altre province, muniti di stivali, si sono rimboccati le maniche per ripulire le campagne alluvionate, togliendo il fango, ma anche le sterpaglie e i rami staccatisi dagli alberi, per ripristinare i macchinari e gli attrezzi, ma anche semplicemente per salvare il salvabile. “Abbiamo venduto almeno 8.500 chili di zucche piccole e grandi intere o a pezzi di tutte le fisionomie e colori al prezzo solidale di 10 euro, grazie al grande cuore del popolo livornese, ma l’attenzione è venuta anche da fuori città grazie al tam tam dei social”, dice Federico.

C’è anche chi, come l’agricoltore Leonardo Garzelli di 72 anni, che ha offerto a Federico la propria azienda per dargli la possibilità di continuare a coltivare. La sorella di Federico, Giulia, di 22 anni, ricorda che “in questi giorni è successo qualcosa di magnifico. Ho visto persone adulte, ragazzi, intere famiglie ad aiutarci. Non ho idea di quanti fossimo, forse un migliaio o forse di più, ma posso dire che in questi giorni è avvenuta una rivoluzione: quella terra che sembrava sparita è riaffiorata dal nulla”. Giulia non sa come ringraziare tutte le persone che sono venute ad aiutare fisicamente, ad acquistare le zucche, a portare sacchi di cibo, acqua, succhi di frutta ed anche quelle che hanno lasciato una lettere, oltre a un contributo. “Quello che ancora di più ci ha riempito il cuore è l’unione che si è creata fra persone che non si conoscevano, la collaborazione che si è creata e che ha portato ad un primo grande passio per la rinascita. Sono riusciti a riportare il sorriso, ma soprattutto la speranza – conclude Giulia – a mio fratello che la mattina del 10 settembre pensava di aver perso tutto e per questo non ci saranno mai parole o gesti che potranno ricompensarli”.

“Acquistare ortofrutta e fiori ma, in generale, tutti prodotti salvati dal fango significa aiutare concretamente le aziende colpite dando loro fiducia e prospettive economiche”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che anche i mercati locali di Campagna Amica sono impegnati per dare spazio a questa opportunità. Coldiretti si è subito mobilitata sia a livello istituzionale, con una nota ufficiale alla Regione Toscana, affinché si attivino tutte le procedure previste dalle leggi, ma anche con aiuti concreti di uomini e mezzi per sostenere le famiglie colpite da un evento calamitoso del tutto eccezionale.