Melovita, la rivoluzione del melograno

Il guscio diventa il suo packaging: bioplastica dagli scarti del frutto dai piccoli chicchi rossi

Melovita, c’è vita nel melograno, anche quando tutto si chiude nella confezione. Ecco le ragioni di una start up, quando l’innovazione non sta soltanto nella parte commestibile, ma nel suo scarto.

Melovita

Andrea Barbetta – finalista di Oscar Green 2017 nella categoria Fare-Rete – insieme a cinque ragazzi, tutti intorno ai 30 anni, hanno sviluppato il progetto Melovita frutto di tanta ricerca scientifica, fiducia nella terra e nella green economy. Quattro mila piante, nove ettari di frutteto e la forte selezione del frutto per la realizzazione di uno snack di moleranno «ready to eat», quindi dolce e con seme morbido. Il futuro ci parlerà anche di smoothie, confetture, composte e persino di miele. Ma l’ultima frontiera è la buccia.

Melovita

Che per una parte non andrà più a foraggiare gli animali, ma sarà sottoposta all’estrazione di un potente antiossidante che è l’acido ellagico, da destinare alle aziende cosmetiche e farmaceutiche. Mentre con la restante parte si otterranno i biopolimeri per la produzione della bioplastica che sostituirà l’attuale confezione ottenuta con amido di mais. Insomma grazie a Melovita, il guscio del melograno diventerà la sua confezione, come anche il cucchiaino dello snack.

Melovita

Spuntino gustoso e naturale è l’ideale per i momenti di pausa in ufficio, a casa o al termine della quotidiana attività fisica. Un break dalla giusta carica di energia, vitamine e sali minerali e soprattutto con poche calorie: semplice da consumare, senza sporcare nulla. Il ciclo si chiude e l’ambiente ci sorride.

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