Fior d’Agosto: tetti in segale ai piedi delle Alpi

Sono ecologici, leggeri ma soprattutto antisismici: il futuro dell'agricoltura

A cercarlo chi te lo insegna a realizzare un tetto di paglia è come cercare l’ago. Appunto nel pagliaio. Lo sa bene Fabrizio, finalista di Oscar Green 2017 nella categoria “We Green“, che ha girovagato lungo le Alpi per aggiungere anche questo sapere nel suo curriculum di artigiano agricoltore. E ce l’ha fatta. Ora per tutti gli altri è molto più semplice.

Fiore 2

Basta venire in Piemonte e imparare, da lui, come si fa. Infatti la sua straordinarietà stato proprio nel fatto di mantenere una continuità nella tradizione. Non li facciamo per gli altri, o almeno non li facciamo ancora. Ma insegniamo a farli. Perché il tetto di paglia nasce proprio così: veniva coltivata la segale vicino all’abitazione su cui costruire il tetto. E quindi, tagliata, lavorata e poi posata sul telaio. È ecologico, può durare 50 anni, leggero fino a potere essere considerato antisismico, ma anche isolante termico e se la pendenza e lo spessore sono giusti resiste al dilavamento dell’acqua e consente lo scivolamento della neve.

Fiore 4

Fabrizio insegna la tecnica che chiude la filiera dalla semina della segale, al taglio, fino alla realizzazione dei fasci, i covoni rigorosamente legati a mano, con la parte appunto meno nobile, ovvero la paglia. Quindi la battitura per eliminare la granella che va alla macinazione, la pettinatura per una ulteriore selezione, la pareggiata e la posa del tetto vero e proprio.
È un’alchimia incredibile quella che la natura gioca con chi si appresta a una simile esperienza. Fabrizio è pronto a farla vivere per chi ha voglia di lasciarsi proteggere dai suoi delicatissimi tetti di paglia.

Fiore 5