Agricoltura: la Storia di Francesco e la sua passione per l’orticoltura

La mia passione per l'orticoltura è praticamente cresciuta con i Barbapapà, ci giocavo non solo nell'orto, ma anche nella piccola bottega alimentare di famiglia, dove da bambino passavo gran parte delle mie giornate. Lì, per me, tutti gli ortaggi in vendita erano Barbapapà.

La mia avventura in agricoltura nasce grazie ai Barbapapà, quando da bambino il nonno mi portò nell’orto. Avrò avuto sette anni, insieme depositammo i semi nel solco. Da lì a poche settimane il nonno venne da me e disse: “Vieni, ti faccio vedere una cosa”. Mi riportò nell’orto ed entrando, facendomi un cenno verso terra, esclamò: “Resta di stucco, è un Barbatrucco!”. Vidi le insalate, belle, fresche, colorate, e rimasi estasiato. Fra queste c’erano anche degli agretti e il nonno, estraendone uno dal terreno, mi disse “vedi, questo è un Barba di Frate”. Dai giorni successivi tornai sempre più frequentemente nell’orto, soprattutto per giocare con i “Barbadifrate”, i miei Barbapapà. La mia passione per l’orticoltura è praticamente cresciuta con i Barbapapà, ci giocavo non solo nell’orto, ma anche nella piccola bottega alimentare di famiglia, dove da bambino passavo gran parte delle mie giornate. Lì, per me, tutti gli ortaggi in vendita erano Barbapapà.

maccario (3)

Poi col passare degli anni, il nonno mi ha insegnato da un lato la coltivazione e dall’altro la vendita diretta al consumatore. All’inizio il nonno coltivava un fazzoletto di terra: prima patate, quindi coste, poi un giorno costruimmo assieme la prima serra, grazie ad alcune tubature di recupero. Io e il nonno eravamo complici, ci univa una profonda passione per l’orticoltura e quei “Barbatrucchi” che puntualmente si verificavano sul campo; lo compresi bene quando un bel giorno mi fece un regalo che potrebbe sembrare anche strano per un ragazzino, ma si è trattato di un regalo molto speciale: mi regalò un appezzamento di mille metri quadrati. “Qui passa il tuo futuro”, mi disse. Oggi quella superficie coltivata ad ortaggi è diventata di 80 mila metri quadrati, più due frutteti e un apiario con quaranta arnie. Cerco sempre di migliorare la qualità, di rispettare l’ambiente e di avere prodotti puliti, il tutto a un prezzo onesto.

maccario (4)

Una crescita costante di cui non mi rendo conto. Più che un lavoro per me rimane una passione e a volte, anche un gioco, sia quando sono nell’orto che quando sono ai mercati di Campagna Amica. La vendita direttamente al consumatore e ad alcuni ristoratori, è quella che mi da più soddisfazione, ma da quando esiste la cooperativa “Orto Piemonte”, di cui oggi sono il presidente, anche la vendita all’ingrosso ha assunto un’altra dimensione. Ora possiamo trattare direttamente con la grande distribuzione e, già da alcuni anni, abbiamo siglato con la nota industria conserviera Saclà, un accordo di fornitura. Il mio segreto rimane però la voglia di stupire, di riproporre ai clienti quel “Barbatrucco” che mi fece il nonno da bambino. Per questo motivo, con l’avvio di ogni nuova stagione, mi impongo di arricchire il mio banco di vendita con varietà particolari, coloratissime e con forme variegate. Oltre agli immancabili “Barbadifrate”, quest’anno metterò in bellavista coste dal “Gambo Rosso” e “Patate Blu” con proprietà antiossidanti. In aggiunta a cipolle, peperoni, cavoli, carote, insalate multicolore ed ogni altra varietà che possa ricordare i “Barbapapà”. E’ così che tutti rimangono di stucco.