Giovani agricoltori: dal Piemonte, la Storia di Cristina

Sono ottimista per natura, mi piace vedere la parte mezza piena del bicchiere: l’agricoltura ha grandi potenzialità, soprattutto l’agricoltura giovane. Non saprei immaginare nessun altro lavoro in grado di dare così tante soddisfazioni

Tra i giovani agricoltori del Piemonte c’è anche lei, Cristina, 24 anni e già alla guida dell’azienda di famiglia: “non mi lascio spaventare dalle difficoltà – dice Cristina – l’agricoltura è la mia vita”. Questa è una la certezza che è diventata il suo stile di vita. Dopo il liceo scientifico ha deciso di dedicarsi completamente al mondo agricolo, quel mondo che ha sempre amato sin da piccola. “Una sicurezza che mi ha trasmesso mio padre, da lui ho imparato tanto, praticamente tutto: la sua morte improvvisa, una disgrazia mentre era al lavoro nei campi, mi ha gettato in un profondo sconforto che è diventato il desiderio costante di essere in grado di far crescere la nostra azienda, esattamente come lui avrebbe voluto”. Cristina, seppur giovanissima, si è rimboccata le maniche “ho messo in moto il trattore e grazie al gioco di squadra che mi hanno trasmesso mia mamma e mia sorella. Oggi posso dire di aver trovato determinazione ed equilibrio: non mi aiutano direttamente in azienda, ma loro sono sempre presenti in ogni mia decisione e confronto”.

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L’azienda di Cristina si trova a Carbonara Scrivia, nella zona del Tortonese: parliamo di circa 300 ettari coltivati soprattutto a cereali, frumento tenero e duro, orzo, sorgo da biomasse, colza, mais, girasole, piselli, girasole e molto altro ancora, in particolare erba medica. I terreni sono dislocati in diverse aree del tortonese, comprese località come Spineto o Villalvernia. “Parlando di innovazione, di Oscar Green, da un anno a questa parte ho accolto con piacere l’invito di far parte del progetto dedicato ai grani antichi, al recupero del grano San Pastore, un modo per dare al territorio nuove opportunità e una produzione di nicchia in un mercato saturo di omologazione. Da questi grani abbiamo iniziato a produrre il pane, un prodotto d’eccellenza, al momento molto di nicchia, ma sicuramente una garanzia per la tutela e il recupero del vero Made in Italy”.

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Forte di questa iniziativa Cristina ha anche iniziato, in via sperimentale, a macinare e trasformare la materia prima in farina, non solo grano, ma anche il farro. Le sue giornate sono quelle tipiche di tutti i giovani agricoltori: molto impegnative per tutti i giorni dell’anno, con l’incognita di guardare sempre il cielo, nella speranza che non ci si trovi a dover fare i conti con grandinate o annate troppo siccitose, come quella di quest’anno. Cristina, in qualità di titolare d’azienda, tiene sotto controllo tutta quella che è la produzione, senza lasciare nulla al caso e per lei far parte del Comitato Giovani Impresa “rappresenta un tassello importante per essere sempre informata su opportunità o problematiche del settore, un piazza dove il confronto e la crescita sono fondamentali. I giovani agricoltori raggiungono risultati importanti, nella mia zona ad esempio sono molte le persone che non hanno ancora spento le trenta candeline, ma hanno sulle loro spalle bilanci importanti con responsabilità a livello individuale e di territorio”.

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“Spesso – prosegue Cristina –  mi sento dire se mi pesa il fatto di essere una donna in un mondo come quello dell’agricoltura, ma la risposta è no. Se si fa il proprio lavoro e si cercano i giusti consigli i risultati arrivano, e anche le soddisfazioni, indipendentemente dall’essere uomo o donna”. Il futuro per Cristina e per molti giovani imprenditori agricoli come lei, non si prospetta facile, ma diversamente da altri settori “noi imprenditori agricoli partiamo con una marcia in più, il nostro terreno non è esportabile quindi ciò che viene coltivato ha peculiarità e caratteristiche che rendono unica la nostra Italia, senza dimenticare le responsabilità che abbiamo nei confronti dei consumatori, perché oggi più di ieri è fondamentale garantire produzioni di qualità, che sappiano fare la differenza”.

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