Agricoltura biologica e innovazione: la storia di Luca

Superare le difficoltà e credere nell’innovazione: la mia è un’azienda proiettata al futuro, verso nuovi obiettivi e traguardi

La mia agricoltura tra la bellezza dei colli tortonesi, dove il sole vince sulla nebbia, questo lo sfondo della mia impresa che ha radici profonde, importanti, fatte di crescita e di tradizioni che si sono tramandati di padre in figlio. Superare le difficoltà e credere nell’innovazione, questo il mio motto, ho 25 anni, e ad Avolasca, in frazione Mereta, conduco un’azienda ad indirizzo vitivinicolo e seminativo, tutto rigorosamente biologico, con mio padre Sandro, titolare dell’azienda, mia madre e mio fratello Stefano.
Aver saputo cogliere le esigenze di mercato ed aver inserito nuovi prodotti che rappresentano la genuinità del Made in Italy anche all’estero: è questo che vorrei venisse in mente a chi visita la mia cantina o i locali, dove vengono selezionate le erbe officinali, nostro fiore all’occhiello.

Cosa si percepisce arrivando da queste parti? Sicuramente la bellezza della natura tra i vigneti che stanno riposando; campi di finocchio che stanno aspettando la primavera per tornare a sprigionare quel profumo che invade tutta la vallata e, infine, sentire le sensazioni che regala il vino appena versato nel bicchiere.
Quella mia e di mio fratello è l’idea di un’azienda multifunzionale, proiettata al futuro, verso obiettivi e traguardi raggiungibili grazie a tante idee, di cui fanno parte 70 ettari a seminativo e circa 6 ettari di vigneto situati sulle colline del Tortonese.

Da sempre ci occupiamo di produzione, vinificazione e vendita dei nostri vini. Dai primi anni del 2000, quando a causa della flavescenza dorata l’utilizzo di pesticidi è aumentato, abbiamo deciso di convertire completamente l’azienda in agricoltura biologica.

Negli ultimi anni, per venire incontro alle nuove richieste del mercato abbiamo deciso di investire sulle erbe officinali quali psillio, senape, lino, finocchio, e acquistato un vaglio, un pulitore compatto, che ci permette di vendere i semi già selezionati e quindi già pronti per la trasformazione successiva. Questo mercato – che si rivolge in particolar modo all’estero – è in continua crescita, tanto che in questo momento è uno dei canali di maggior reddito della nostra azienda.

Siamo bio, da diversi anni ormai e questa scelta è stata un’intuizione di mio padre, che ha capito quanta differenza poteva fare per il mercato avere un prodotto biologico: il consumatore di oggi è molto attento, si informa e vuole essere sicuro di ciò che porta in tavola. Ai nostri clienti proponiamo Barbera, Bonarda, Dolcetto, Ciliegiolo e Timorasso. Il Timorasso è sicuramente il più richiesto, ma ultimamente anche il ciliegiolo sta incontrando i gusti dei consumatori.

Oggi l’agricoltura ha bisogno di entusiasmo e intuizioni, che contribuiscano ad esportare sempre di più il nostro modello in Europa e nel mondo. Sino a qualche tempo fa era più semplice rispondere alle esigenze di mercato, mentre oggi non è sufficiente fare un buon prodotto, siamo costretti a combattere una guerra di falsi, che ci sta massacrando. Una piaga che colpisce in modo trasversale tutti i settori: la battaglia che Coldiretti sta portando avanti contro l’italian sounding è eccezionale, il nostro Made in Italy è unico e non può e non deve essere copiato.