Coltivazione del Topinambur: dalle Marche, la Storia di Francesca

Il nostro futuro racchiuso in un prodotto sino a qualche tempo fa ancora semi-sconosciuto, ma oggi di gran moda. La storia della coltivazione del topinambur, nasce dalla crisi dell’industria e dalla nostra passione per l'agricoltura.

Coltivazione del Topinambur: una passione che nasce dalla voglia di riscatto. Metti una nipote che non riesce a trovare un lavoro, una zia che ha perso il suo e un tubero in cerca di notorietà. Questa che oggi vi raccontiamo, è la storia di Francesca e Roberta Vitali, pesaresi e agricoltrici per caso, che hanno trovato un’occasione di rinascita nella coltivazione del topinambur, un prodotto sino a qualche tempo fa ancora semi-sconosciuto, ma oggi di gran moda. La storia della coltivazione del topinambur, nasce dalla crisi dell’industria che nelle Marche si è sentita forse più che altrove. Né Francesca né Roberta avevano mai pensato ad un futuro in campagna, nonostante i tre ettari da sempre di proprietà di famiglia, ma ormai da qualche praticamente inutilizzati. La giovane è infatti impegnata con l’Università e cerca nel frattempo di trovare un lavoro, mentre Roberta è assunta in una fabbrica. L’azienda entra però improvvisamente in stato di crisi e, nel giro di poco tempo, chiude addirittura i battenti.

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Zia e nipote si trovano così accomunate dalla necessità di cercare e trovare un impiego. Ben presto capiscono che l’unica risorsa al momento disponibile è proprio quel fazzoletto di terra che oggi ospita giusto qualche ulivo e poche decine di metri di ortaggi coltivati a livello hobbistico. Tre ettari però non sono molti, meno di un terzo della superficie media aziendale marchigiana, e così occorre ingegnarsi per trovare un tipo di coltura il più redditizia possibile. Alla fine ci si indirizza verso la coltivazione del topinambur, tubero versatile, ma ancora poco noto nelle campagne marchigiane, che i nuovi stili di vita salutistici hanno portato alla notorietà. La sua domanda infatti, è cresciuta soprattutto negli ultimi tempi anche da parte di chi segue diete per celiachia e diabete. Il terreno sabbioso a sua disposizione è, tra l’altro, l’ideale per questo tipo di coltivazione, praticata con metodo biologico.

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L’esperimento riesce, ma ora occorre trovare anche un canale di commercializzazione. La soluzione la trova nella rete di vendita diretta di Campagna Amica della Coldiretti, che in provincia di Pesaro conta un centinaio di punti. Francesca e Roberta portano il loro topinambur allo storico mercato di via Lombardia, ottenendo da subito uno straordinario successo di pubblico, tanto che decidono di mettere in piedi una società, abbinando alla coltivazione l’attività di trasformazione. Assieme al prodotto fresco arriva al mercato anche quello trifolato e conservato in vaso assieme a una versione in crema, ideali per ricette come illustrato anche sul loro sito. In tutto una produzione annuale di 7-8 quintali. Ma la storia non finisce qui. In attesa di avere la definitiva certificazione bio, il prossimo obiettivo è quello di riuscire a cogliere le opportunità offerte dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale investendo e allargando l’attività con un nuovo laboratorio di trasformazione e, magari, ponendo le basi per un agriturismo dove far assaggiare le loro specialità.

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