Birra a km zero: la Storia di Giorgio, Emanuele e Marco

Le nostre birre partono dai semi. Nel nome dell'azienda abbiamo poi voluto racchiudere le nostre origini: Roviasca, Sassello, Stella. Abitiamo e lavoriamo in luoghi e paesaggi rurali a volte dimenticati ma spesso, ai nostri occhi, indimenticabili.

Un’azienda agricola che nasce per valorizzare un territorio e realizzare il sogno di tre giovani savonesi. “Abbiamo iniziato recuperando un castagneto, vecchie stalle e terreni abbandonati nella zona di Savona, a Sassello per l’esattezza, dove coltiviamo luppolo ed orzo per realizzare una birra a km zero” racconta il giovane Giorgio Masio, conduttore dell’azienda e laureando in Ingegneria Ambientale. La birra è un prodotto della terra. Da questo concetto parte l’idea di un birrificio agricolo, ovvero un’azienda agricola che, a monte della produzione di birra artigianale, prevede la coltivazione delle materie prime con cui si realizza il suo prodotto finale.

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Luppolo, cereali, castagne e l’allevamento di api per la produzione di miele, sono le attività dalle quali ricaviamo gli ingredienti dei nostri prodotti. E’ per questo motivo che diciamo che le nostre birre partono dai semi. Nel nome dell’azienda abbiamo poi voluto racchiudere le nostre origini: Roviasca, Sassello, Stella. Qui – sulle terre alte dei monti liguri – abitiamo e lavoriamo in luoghi e paesaggi rurali a volte dimenticati ma spesso, ai nostri occhi, indimenticabili.

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La società si chiama Altavia, è stata ideata da Giorgio con altri due amici, Emanuele Olivieri (agronomo) e Marco Lima, anche lui Ingegnere specializzato in monitoraggio ambientale. Il birrificio che produce birra a km zero, ospita anche un’ allevamento di api per la produzione di miele con uno spazio vendita ad hoc aperto al pubblico. Il birrificio artigianale produce e vende  sia birre annuali, quindi prodotte tutto l’anno, che stagionali, considerate più di nicchia. Nei primi tre anni, la promozione e la distribuzione della bevanda sarà mirata al mercato ligure. In particolare, a pub, ristoranti, enoteche e birroteche, ma anche al consumatore finale, con la partecipazione a fiere di paese. In Liguria, ad oggi, non esistono molti birrifici che producono birra a km zero: questo è, senza dubbio, un motivo in più per credere in questo progetto.

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