Una fattoria sul Carso: la bella Storia del giovane Matej

Il mio sogno è che il Carso diventi come la Scozia con pascoli di ovini ed equini capaci di trasformare la landa abbandonata e inselvatichita, in un territorio fruibile da tutti coloro che qui vorranno fare passeggiate a piedi, a cavallo, in bici e nord walking

Una storia quella di Matej Ferfoglia come quelle di tanti giovani che sono stati travolti dalla crisi economica: nonostante la perdita del posto di lavoro – in una società di progettazione di materiale di alta tecnologia – Matej non si è dato per vinto; ritornato nell’azienda di famiglia ha rilanciato il sogno che ha sempre avuto fin da bambino, quello di trasformare il Carso in una fattoria a cielo aperto. Tutta questa storia ha inizio, a Doberdò sul Carso, un sistema collinare al confine con la Repubblica di Slovenia, conosciuto ai più per le tristi vicende legate alle battaglie della Prima Guerra Mondiale e poi come territorio segnato dalle fortificazioni ancora visibili nate negli anni 50 a presidio dei confini orientali, frutto della Guerra Fredda.

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Obiettivo di Matej è stata la realizzazione di una filiera di carne bovina biologica. Il lavoro era tanto ed è stato necessario ripulire i prati incolti da decenni ed invasi da rovi, il progetto prende vita anche grazie ad una amministrazione pubblica lungimirante: attraverso l’Ispettorato regionale dell’Agricoltura e delle Foreste di Trieste e Gorizia, (che prende spunto dalla legge regionale 8/1977, che regola le norme per la difesa dei boschi dagli incendi e interviene anche come affido nella cura di aree private e demaniali sempre a fini antincendio) vengono affidati a Matej 250 ettari di superficie carsica. Tra gli obiettivi finali condivisi da Matej e l’ispettorato, figurano la riattivazione della landa carsica, la lotta contro la zecca, la pulizia per realizzare un percorso di sentieri adatti alle passeggiate e alle visite dei siti della Grande Guerra. Le zone del pascolo che coprono una vasta superficie, essendo una riserva naturale si possono raggiungere solo a bordo di una jeep e con permessi speciali. Matej, per cominciare le operazioni di pulizia, introduce gradualmente gli asini.

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Oggi Matej ha 30 asini che con grande pazienza hanno cominciato l’opera di pulizia. L’inserimento degli animali è stato positivo e si cominciano a vedere i primi risultati nella valorizzazione del territorio e della landa carsica, ricompare il cotico erboso e si riscoprono vecchi insediamenti e fortificazione della grande guerra. Il sogno di Matej – che il Carso diventi come la Scozia – sta cominciando a prendere forma: pascoli di ovini ed equini per trasformare la landa abbandonata e inselvatichita in territorio fruibile da tutti coloro che qui vorranno fare passeggiate a piedi, a cavallo, in bici e nord walking. Una volta ripulita l’area, i rischi incendi caleranno di molto e nonostante i cartelli, la segnaletica e i recinti, ci sono aperture dove tutti possono accedere senza problemi: dai ciclisti agli atleti, da chi va a funghi, asparagi, fino a chi va a fare una semplice camminata e anche dai cacciatori. Il sindaco di Doberdò, plaude all’iniziativa: “L’impiego della zootecnia come elemento per la prevenzione degli incendi lo consideriamo in maniera estremamente positiva, in quanto aumenta la sicurezza di un territorio che in passato ne ha visti e vissuti davvero troppi”.