Agricoltori per passione: la Storia di Edoardo e Stefano

Il nostro obiettivo è quello di riuscire a creare un’agricoltura integrata con l’uomo, dove le persone sono fondamentali per la crescita dell'azienda

Agricoltori, giovani e amici per la pelle, Stefano, 27 anni di Castelnovo del Friuli e Edoardo, 23 anni di Travesio. Due esperienze diverse di lavoro alle spalle: in fabbrica e nella realizzazione di impianti elettrici. Ad unire questi due ragazzi, la passione per la terra, gli animali, l’aria aperta, questi i motivi che li hanno portati ad intraprendere una nuova strada e costituire una società agricola, rischiando il tutto e per tutto, insieme. Ciò che ha fatto scattare la molla rendendoli due giovani imprenditori agricoli è stato scoprire, quasi per caso, che la loro domanda Psr (Piano di sviluppo Rurale) è entrata tra quelle che potranno usufruire delle risorse per avviare l’impresa. L’intesa fra Stefano ed Edoardo è immediata. A ottobre frequentano un corso professionale per acquisire il titolo di imprenditore agricolo, a dicembre costituiscono la società Zalpa (acronimo di zafferano e alpaca). L’attività dei due ragazzi prende il via con l’acquisto di dieci alpaca a cui si aggiungono 5 lama. Al sogno imprenditoriale di Stefano e di Edoardo contribuiscono tutti, parenti e amici che, nei momenti di bisogno, sono stati più preziosi che mai. Perché questi due ragazzi hanno scelto di allevare alpaca? Perché si tosano una volta all’anno e la fibra (che non è lana), viene venduta per confezionare sciarpe e altri tessuti paragonabili al cashmere. Le aspirazioni dei due ragazzi si trasformano ben presto in una fattoria didattica: gli animali in azienda sono diventati insostituibili per fare trekking, passeggiate, attività ludiche con i bambini e prossimamente l’azienda farà parte di un consorzio che si dedica a lavorare a favore di persone diversamente abili.

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Grazie al trekking Stefano ed Edoardo sono riusciti a far conoscere le montagne e il territorio circostante. Tra i loro obiettivi c’è anche quello di frenare l’abbandono dei boschi, salvaguardare e valorizzare l’ambiente circostante ripulendo le mulattiere, recuperando vecchi percorsi nel bosco con una regolare e costante manutenzione del verde e, perché no, utilizzando la legna come materiale di costruzione e come risorsa per riscaldare. Non solo alpaca, nell’azienda dei due amici c’è anche posto per la coltivazione dello zafferano.

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C’è stato un primo anno di prova, di sperimentazione: nel 2016 i bulbi messi a dimora su 5 mila metri sono stati 70 mila. Un produzione che inizia a diventare importante. La qualità molto interessante. Le caratteristiche pedoclimatiche caratterizzano il prodotto per il suo profumo e sapore aromatico. Lo zafferano viene impiegato per preparare grissini, gelato, confetture di pere da abbinare a pietanze dolci e salate, ma anche per produrre un sapone preparato con latte d’asina con l’aggiunta di zafferano. La vendita è a Km 0 anche se con la maggiore produzione del 2016 lo zafferano sarà commercializzato nei negozi di gastronomia specializzati e ristoranti. Fanno parte delle coltivazioni aziendali, anche i meleti e gli ulivi. Le produzioni, favorite dalle peculiarità del territorio e dal clima fresco è ventilato sono di qualità e quindi di nicchia. L’allevamento è recente, ma non ha tolto la soddisfazione a Stefano ed Edoardo di partecipare ad una gara in Alto Adige dove, con un capo di lama maschio nelle prova di bellezza, qualità della lana e l’agilità del movimento, hanno ottenuto l’importante riconoscimento di gran prix.

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Il progetto di questi due inseparabili amici, è trainato dalla passione per la natura e gli animali e soprattutto la terra. A ciò si aggiunge una forma di turismo rurale legato alla gente. Stefano ed Edoardo puntano molto sulle persone e sul territorio. Il loro obbiettivo  è quello rallentare lo spopolamento del comune dove è insediata l’azienda e dei comuni pedemontani confinanti, creando opportunità di lavoro per i residenti, ma anche diventare attrattivi per altri. I due amici oggi puntano a sviluppare la loro impresa, aumentando i capi, magari anche lanciando la campagna “adotta un alpaca” che consentirebbe all’azienda di aumentare la mandria. I due giovani agricoltori hanno come obiettivo quello di entrare a far parte del consorzio che consentirà di migliorare ed aumentare l’attività rivolta alle persone meno deboli, creando una struttura dedicata che potrà essere utilizzata anche per organizzare i centri estivi per i giovani o altri tipi di attività didattiche. Un’azienda che ha l’obiettivo di distinguersi per multifunzionalità contraddistinta da un legame basato sull’accoglienza.