Giovani agricoltori: da Modena la Storia di Gabriele Zannini

Ho voluto far ripartire l'azienda di famiglia dal luppolo ed è dal luppolo che ho voluto promuovere una rete coinvolgendo, ad esempio, aziende agricole, università e istituzioni

Giovani agricoltori che sfidano, spesso, ciò che potrebbe sembrare impossibile: vi raccontiamo la storia di Gabriele Zannini vincitore del premio Oscar Green, perché ha avuto il coraggio di investire il proprio futuro nel luppolo. E’ proprio dal luppolo che ha deciso di ripartire Gabriele, con l’azienda di famiglia, ed è dal luppolo che ha promosso una rete coinvolgendo, ad esempio, aziende agricole, università e istituzioni. Il premio per la categoria “Fare rete” gli è stato consegnato durante la cerimonia che si è tenuta nell’azienda agricola Condè a Fiumana di Predappio (FC). Una storia vera fatta di studio, dedizione alla famiglia, passione per il lavoro, di intuito e persino di amicizia, essendosi unito Zannini, forte delle sue variegate esperienze professionali, tra cui persino la gestione di un pub, ad un amico agrario, specializzato in comunicazione, che accanto a lui cura gli aspetti commerciali. Zannini dunque insegna a tutti i giovani agricoltori che è possibile realizzare il proprio sogno partendo dalle tradizioni familiari e da ciò che si ha tra le mani, su cui la sua famiglia aveva sempre creduto: il luppolo.

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A livello nazionale, infatti, la produzione di luppolo scarseggia nonostante la forte domanda, ove i birrifici italiani utilizzano soprattutto luppoli stranieri e ove il luppolo nazionale è quasi inesistente nonostante il clima italiano ottimale. Sono queste le storie del Made in Italy. Nello specifico l’iniziativa di Gabriele ha unito l’università di Parma per lo sviluppo di nuove varietà genetiche italiane, il Comune di Marano sul Panaro (Mo), aziende vivaistiche per la riproduzione delle piante, aziende meccanizzate specializzate e la start up Italian Hops Company, azienda commerciale che produce e vende luppolo italiano per la produzione di birra 100% italiana. Il progetto è nato in via sperimentale nel 2014 per rispondere alla crescente domanda di luppolo per la produzione di birra. I maggiori produttori di luppolo sono Germania e Stati Uniti che, con 30.000 tonnellate all’anno, arrivano a coprire i 2/3 della produzione mondiale mentre la superficie destinata alla coltivazione in Italia arriva appena a 50 ettari con la conseguenza che i birrifici nazionali sono ad oggi costretti ad importare dall’estero quasi il 100% del luppolo.

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“Ci congratuliamo con Gabriele e con il suo socio Pellicciari – ha detto il Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Duò – perché hanno creduto nella loro idea e con determinazione l’hanno portata avanti riuscendo a far dialogare realtà diverse per dare vita ad un’impresa che guarda al futuro.  E’ un segnale di vitalità positivo che fa bene all’agricoltura modenese e a tutto il comparto economico locale. L’agricoltura – ha terminato Duò – si dimostra sempre più un settore strategico a sostegno della ripresa economica ed occupazionale anche a Modena con le campagne possono offrire prospettive di lavoro sempre più interessanti per chi vuole fare impresa con idee innovative. ”In netta controtendenza rispetto all’andamento provinciale, nell’ultimo anno sono cresciute del 7,2% le imprese agricole gestite da under 35. Secondo i dati del Rapporto economico della provincia di Modena della Camera di Commercio il settore agricolo, con 18 nuove imprese rispetto all’anno precedente, ha fatto segnare un vero e proprio exploit nel tessuto imprenditoriale locale segnato da una diminuzione complessiva del 3,1% (pari a 167 imprese in meno). La riduzione maggiore si è verificata nelle costruzioni (-9,8%), seguite dai servizi (-6,4%) e dalle attività manifatturiere (-3,2%). Segno positivo, oltre all’agricoltura per i servizi alle imprese che crescono dello 0,8%.