Pasly, i gioielli d’Aspromonte

Gioielli dal bosco, l’Aspromonte sulle passerelle dell’Alta Moda: lo scarto è il riscatto di Pasqualina Tripodi

Questa è una storia di riscatto. È la storia di Pasly – Pasqualina Tripodi, finalista di Oscar Green 2017 nella categoria “Crea” – ma anche di quell’Aspromonte che respinge la cronaca dei sequestri, della ‘ndrangheta, dell’omertà e della droga, e abbraccia la bellezza, l’idea di impresa sana che sa puntare all’altissima qualità, che ambisce alle passerelle di tutto il mondo. È la storia degli scarti che diventano celebrità, proprio come questo territorio si impone. Da ultimo nell’immaginario collettivo, pronto a rincorrere i primati di un’agricoltura che si rinnova sulle nuove strade del fashion, del gioiello e della moda.

Pasly
È così che da un nocciolo d’oliva di questa azienda agricola, nasce un bracciale indossato dalle celebrità del grande pubblico. Proprio come avviene con una pigna, con un rametto secco del bosco, con la cera delle api o il rame scartato dalle lavorazioni artigianali del luogo.

Pasly
Pasly è l’Aspromonte che non nasconde nulla di se, anzi pretende massima visibilità. È una designer, battezzata da Marta Marzotto, dopo una formazione sull’arte dei metalli e dell’oreficeria, studiata all’istituto d’Arte, che l’ha porta al Politecnico di Torino, per l’ingegneria del gioiello, e alla lavorazione 3D per grandi marchi nel noto distretto di Valenza. Ha detto no, richiamata dal suo Aspromonte. È qui che vuole fare gioielli.

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È lo scarto che pretende riscatto la sua missione. Ce la fa, e dalla Fashion week milanese del 2013 finirà a impreziosire abiti, in occasione della Prima della Scala. Ma i gioielli Pasly saranno indossati anche in via Montenapoleone a Milano e da numerose celebrità oltre confine.

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