Giovani agricoltori: Gianni, Svetlana e la passione per il tartufo

La nostra azienda nasce più di 50 anni fa, dalla passione di mio padre Romeo per un tubero che pochissimi allora conoscevano

Giovani agricoltori d’Abruzzo, tra loro anche Gianni Fasciani, 40 anni, agricoltore di Molina Aterno, un piccolissimo paesino in provincia dell’Aquila in cui, insieme alla moglie Svetlana, coltiva la sua grande passione: il tartufo. “Prima come cercatore e poi come coltivatore, sono cresciuto subito a contatto con questo mondo – racconta Gianni – seguivo papà nella caccia nei boschi e, dopo le scuole medie, scelsi di iscrivermi all’istituto agrario, convinto fin da allora che la mia vita sarebbe stata tra i boschi di Molina”. Ma così non fu. Almeno non subito. “Per non far gravare la mia passione sulla famiglia, accettai di lavorare come vigilante nei laboratori di fisica nucleare nel Cuore Gran Sasso d’Italia e lì trascorsi diversi anni – continua il giovane – ad un certo punto, lasciai tutto e me ne tornai a casa insieme a mia moglie Svetlana, ingegnere ambientale russo che avevo conosciuto durante un viaggio a Mosca. All’inizio non fu facile, soprattutto per lei che era abituata ad una grande e popolosa città. Con il tempo le cose si misero a posto ed ora siamo felici con una azienda ben avviata”.

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Da bravi giovani agricoltori, Gianni e Svetlana cercano ed allevano tartufi nei campi di proprietà situati tra le montagne circostanti del parco Sirente Velino. Hanno due bambini e tre cani, preziosi aiuti nella ricerca dei tuberi più pregiati. “Le tartufaie dell’Abruzzo sono le più antiche del mondo – racconta Svetlana, che nel frattempo è diventata esperta del settore – la micorriza viene fatta in diversi modi, ma noi in azienda usiamo il più semplice, sterilizzando il terreno con un apposito autoclave, così da eliminare tutte le spore di altri esseri presenti nel terreno e piantare i semi degli arbusti scelti”. “In un’altra fase – aggiunge Gianni – prepariamo un composto di tartufo fresco e acqua sterile, ed andiamo ad innaffiare quotidianamente le nostre piantine, cosi da portare lo sviluppo delle radici micorrizate al tartufo da noi scelto. Dopo un paio di anni innestiamo la piantina sul terreno, dove andrà fatta un’analisi accurata in laboratorio, per capire se le radici hanno la micorriza del tartufo da noi scelto. Le lavorazioni successive sono molto semplici – aggiunge Gianni – noi facciamo una sarchiatura primaverile o il passaggio dell’erpice, la scelta dipende da cosa troviamo in campo. I tartufi in base alla loro specifica stagionalità, vengono cercati come si fa in natura, con il supporto del cane, così da garantire un perfetto stato di maturità. Una volta raccolti, li portiamo nella nostra manifattura dove vengono scelti e lavati, e nello stesso giorno, lavorati in diversi modi”.

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Un lavoro fatto con dedizione e senza fretta, che porterà i giovani agricoltori Gianni e Svetlana ad ottenere un prodotto prelibato, costoso e ricercatissimo che, oltre ad essere venduto fresco, nell’azienda Fasciani si trasforma in creme tartufate, scaglie di tartufo sottolio, salsa tartufata, maionese e sale al tartufo. “Abbiamo scelto di vendere in buona parte i prodotti direttamente anche attraverso il circuito di Campagna Amica per ritrovare il contatto diretto con il consumatore che chiede genuinità e trasparenza. E’ un lavoro che mi fa stare bene. E’ il mio lavoro. Anzi, il nostro”.

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