Occupazione giovanile: in Italia più cuochi che ragionieri

martedì 15 aprile 2014 di Staff Giovani Impresa

Occupazione giovanile - più cuochi che ragionieriOccupazione giovanile - più cuochi che ragionieri

Non più ragionieri ed esperti di economia, ma sempre più cuochi nelle scuole. Si tratta di un vero e proprio trend per l’occupazione giovanile in Italia.

Nell’anno 2014/2015 gli istituti di enogastronomia e ospitalità alberghiera hanno registrato per la prima volta un sorpasso delle iscrizioni rispetto alle scuole di amministrazione, finanza e marketing.

È quanto evidenzia un’analisi Coldiretti sui dati delle immatricolazioni agli istituti di secondo grado, statali e paritari messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Un calo del 4%, quello registrato dalle scuole di amministrazione, finanza e marketing, contro un incremento del 5% degli istituti di enogastronomia, che conferma una vera e propria inversione di tendenza nella scelta del percorso formativo e professionale da parte dei giovani italiani. Più in generale, invece, oltre la metà degli iscritti al primo anno ha scelto il liceo, il 30,8% gli istituti tecnici ed il restante 19,1% gli istituti professionali.

“Numeri che testimoniano una vera rivoluzione culturale, con i giovani che hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive e di fiducia per l’Italia che per crescere deve tornare a fare l’Italia e puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Questa tendenza è stata inoltre recentemente evidenziata in un altro sondaggio Coldiretti/Ixé, secondo cui il 54% dei giovani preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale o in banca.

Il settore agroalimentare infatti sembrerebbe più facilmente in grado di accogliere l’esigenza di creatività e libertà di espressione rispetto a un contesto come quello di una multinazionale o un istituto finanziario.

Lo dimostra, secondo Coldiretti, anche il boom delle pubblicazioni e delle trasmissioni televisive dedicate alla cucina, ma anche delle community  dedicate al cibo e all’alimentazione, che di giorno in giorno crescono in maniera esponenziale, registrando nuove iscrizioni e utenti sempre più attivi.