Expo 2015: innovazione green in mostra per Giornata Mondiale Ambiente

venerdì 5 giugno 2015 di Staff Giovani Impresa

expo 2015 agricoltura innovativa

Venerdì 5 giugno a Expo 2015 presso il padiglione Coldiretti (inizio del Cardo, ingresso Sud) va in scena l’innovazione green per celebrare la Giornata Mondiale dell’Ambiente (World Environment Day), in occasione anche della visita del Presidente della Repubblica Sergio Matterella. A partire dai colori naturali e anallergici ricavati da ortaggi, latte e uova per dipingere le case o tingere vestiti, agli agridetersivi interamente realizzati con le piante, che dopo aver lavato i pavimenti si possono addirittura riutilizzarle per irrigare i fiori, fino alla cera d’api utilizzata per conservare sotto vuoto in modo naturale i salumi e i mobili rivestiti con i residui di potatura degli alberi.

Daniele Gioia Recofunghi

Da un’idea del giovane neo laureato Daniele Gioia, vincitore dell’Oscar Green 2013 nella categoria Ideando, è nata la produzione 100% ecosostenibile di funghi tramite il riutilizzo dei fondi di caffè, lo scarto più diffuso nelle case degli italiani. I RecoFunghi sono nati da un progetto che, fin da subito, ha catturato l’attenzione di molte persone. Nel 2011 l’attività ha iniziato a concretizzarsi con la produzione di una sola varietà di fungo, il Pleurotus Ostreatus, meglio conosciuto come orecchione o fungo ostrica. Dai fondi riciclati di caffè è nata così un’azienda dove è possibile coltivare funghi sostenibili, la cui attività è un forte messaggio di innovazione e ecosostenibilità.

Marcello Rossetti Sikalindi

Curiosa anche la realizzazione di agrimobili interamente rivestiti dalla fibra di fico d’India. L’idea è di un altro giovane imprenditore, Marcello Rossetti, titolare dell’azienda agricola produttrice di Sikalindi e vincitore Oscar Green 2013 per la categoria Stile e cultura d’impresa. La fibra di fico d’India viene estratta dalle pale ancora verdi, nel pieno rispetto dei cicli di vita della stessa, e utilizzata infine per rivestire mobili e complementi d’arredo. Il tutto avviene attraverso uno speciale procedimento meticoloso e in gran parte manuale, completamente ecologico e senza l’uso alcuno di prodotti inquinanti.

L’Italia, in molti settori come l’agricoltura, si pone ai vertici mondiali per sostenibilità ambientale, che è sempre più apprezzata dai consumatori, visto che il 78% degli italiani è disposto a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili nonostante la crisi. Un’opportunità anche per il lavoro, tanto che secondo uno studio di Symbola/Unioncamere in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze verdi. In controtendenza all’andamento generale dell’economia, le opportunità di lavoro green hanno continuato a crescere negli anni della crisi, tanto che in Italia proprio alla green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale.
Tra i settori più dinamici nell’innovazione verde c’è sicuramente l’agricoltura, dove 1 impresa su 3 è nata negli ultimi 10 anni con una decisa tendenza verso nuove attività emergenti, come la produzione di energie rinnovabili (essenzialmente fotovoltaico e biomasse), la sistemazione di parchi, giardini, strade, la cura del paesaggio, le fattorie didattiche, le attività ricreative, l’agricoltura sociale o le vendite dirette, la trasformazione aziendale delle produzioni.

Il risultato è che l’agricoltura Made in Italy è diventata la più green d’Europa, con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp (ben 271 prodotti, superiori a quelle registrate dalla Francia), che salvaguardano tradizione e biodiversità, e una leadership nel numero di imprese che coltivano biologico. Con 43.852 imprese biologiche, siamo i campioni europei del settore rappresentandone il 17%, seguiti da Spagna e Polonia. L’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale grazie alla minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma (0,2%), quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%) e di oltre 30 volte quella dei prodotti extracomunitari (6,3%), ma anche per la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (ogm), come invece avviene in 23 Paesi su 28 dell’Unione Europea. L’Italia vanta infine la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a km 0, che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti. La rete di vendita diretta degli agricoltori di Campagna Amica ha quasi 10mila riferimenti dove acquistare, lungo tutta la Penisola, prodotti alimentari a km 0, contribuendo a sostenere le realtà territoriali e a combattere l’inquinamento ambientale.