Carne italiana, giornata nazionale: migliaia di allevatori a Torino

giovedì 5 maggio 2016 di Staff Giovani Impresa

Preparazione della grigliata, nella giornata nazionale della carne italianaPreparazione della grigliata, nella giornata nazionale della carne italiana

Giornata nazionale della Carne italiana: sono già migliaia gli allevatori, i consumatori, i cuochi, i nutrizionisti e i gourmet riuniti a Torino, dentro e fuori il Centro Congressi del Lingotto in via Nizza 270, contro gli allarmismi infondati, le provocazioni e le campagne diffamatorie; una mobilitazione promossa insieme a operatori dell’industria, del commercio, della ristorazione, del turismo e del mondo scientifico. “Salviamo gli allevamenti italiani”, “Le carni italiane sono più sane, magre e senza ormoni” sono alcuni degli slogan che si leggono negli striscioni mentre su twitter, l’hashtag dell’iniziativa è #bracioleallariscossa. Sono già state accese le griglie con i tutor della carne e gli agrichef si preparano a realizzare i piatti a base di carne con i tagli cosiddetti poveri. Si tratta di una operazione verità sulla carne italiana ed i suoi primati qualitativi e di sostenibilità ambientale, ma anche una occasione per aiutare con equilibrio e buonsenso a fare scelte di acquisto consapevoli e non cadere in pericolose mode estreme, come afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo arrivato alla manifestazione insieme al presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti e al nutrizionista Pietro Migliaccio. Si prevede, per la giornata di oggi, una partecipazione molto variegata con migliaia di persone che saranno accolte dal sindaco della Città Metropolitana di Torino e presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) Piero Fassino, insieme al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino; interverranno anche il presidente dell’Osservatorio Agromafie Giancarlo Caselli, il presidente di Univerde Alfonso Pecoraro Scanio, Oscar Farinetti patron di Eataly fino al sondaggista Ixe’ Roberto Weber .

Oggi la situazione che riguarda la carne italiana, appare piuttosto delicata: quasi 1 italiano su 10 ha detto completamente addio alla carne, ma nel 2015 l’allarmismo si è fatto sentire sull’intera popolazione con gli acquisti delle famiglie che sono crollati del 9% per il carne fresca di maiale, del 6% per quella bovina e dell’1% per quella di pollo come pure per i salumi, scendendo ai minimi dell’inizio del secolo. E’ quanto emerge dal Dossier #bracioleallariscossa presentato proprio durante la mobilitazione nella prima Giornata nazionale della Carne italiana. Il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano mentre la percentuale di vegani ha raggiunto l’1% nel 2015 per un totale dell’8% di persone che non mangia carne, una percentuale in sostanziale aumento, rispetto all’anno precedente (erano complessivamente il 5,9%), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Eurispes. Proprio nel 2015 la carne perde per la prima volta il primato, diventando la seconda voce del budget alimentare delle famiglie italiane dopo l’ortofrutta, con una spesa scesa a 97 euro al mese e una incidenza del 22% sul totale, che rappresenta una rivoluzione epocale per le tavole nazionali. Il risultato di un trend negativo in atto da anni è che non si è mai mangiata così poca carne in Italia dall’inizio del secolo con il consumo apparente degli statunitensi che è superiore a quello nazionale addirittura del 60%, quello degli australiani del 54%, quello degli spagnoli del 29% e quello dei francesi e dei tedeschi del 12% solo per fare alcuni esempi. Le quantità di carne portate realmente in tavola dagli italiani sono scese in media a 85 grammi al giorno, ben al di sotto del limite dei 100 grammi al giorno fissato dai più accreditati Istituti di ricerca.

La carne e i salumi rappresentano importanti fonti di proteine ed altri micronutrienti solitamente assenti (vitamina B12) o poco rappresentati (zinco, selenio, B2, PP) o scarsamente disponibili (ferro) nei prodotti di origine vegetale. Un alimento importante soprattutto per i bambini, la carne è tra i primi alimenti che si possono introdurre a partire dal periodo di svezzamento, perché è fonte di nutrienti essenziali alla crescita ed è anche facilmente digeribile. L’assunzione è raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per soddisfare pienamente i fabbisogni nutrizionali del bambini dai 6 ai 23 mesi di età, poiché le diete a base di soli vegetali non ne apportano a sufficienza, come hanno dimostrano recenti episodi di cronaca che hanno portato a ricoveri in ospedale. “Serve educazione e buon senso e soprattutto rispetto per tutti i diversi stili alimentari ai quali l’agricoltura italiana può offrire grandi opportunità di scelta grazie ai primati conquistati nella qualità e nella biodiversità”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel ricordare che “proprio il rispetto dei principi della dieta mediterranea ha garantito fino ad ora all’Italia una speranza di vita da record a livello mondiale di 80,1 anni per gli uomini e di 84,7 anni per le donne”.