Calabria: A Cosenza le finali regionali del premio Innovazione Giovani

Calabria: a Cosenza le finali regionali del premio Innovazione Giovani

martedì 17 luglio 2018 di Redazione Giovani Impresa

Calabria, i vincitori regionali del premio Innovazione GiovaniCalabria, i vincitori regionali del premio Innovazione Giovani

Nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Cosenza si è svolta ieri la finale regionale Calabria del Premio all’Innovazione promosso da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare le giovani realtà imprenditoriali del settore agricolo e agroalimentare. Vediamo insieme quali sono le aziende calabresi ad essersi aggiudicate l’ambito premio.

A vincere nella categoria “Sostenibilità” è Marco Ferrini grazie ad un progetto che prevede l’estrazione presso l’azienda Fangiano di sostanze bioattive dalle acque di vegetazione (AV) olearie e al trattamento delle stesse. Si tratta della sperimentazione di un nuovo processo, eseguito dalla Techfem di Lamezia Terme, di cui l’azienda Fangiano è Partner, insieme all’Unical – Facoltà di Ingegneria – DIATIC, di trattamento per la valorizzazione delle acque di vegetazione olearie per il recupero di sostanze nobili e nel rispetto dell’ambiente riducendone l’impatto. L’obiettivo è di promuovere lo sviluppo di nuovi prodotti mediante l’applicazione di nuove tecnologie con forme innovative per il recupero di rifiuti agricoli ed eliminazione del loro impatto sull’ambiente.

Nella categoria “Noi per il sociale” ha ricevuto l’ambito premio il Sindaco del comune di Longobardi Giacinto Mannarino per l’iniziativa “gallina Vecchia fa buon brodo”. In attuazione delle azioni incentivanti per la riduzione dei rifiuti organici, in aggiunta alle compostiere, il progetto prevede la donazione alle famiglie che hanno un giardino di almeno 30 mq di una coppia di galline. Questa scelta, bizzarra ma non troppo, nasce da un calcolo sulla riduzione dei rifiuti organici: infatti, in un anno una coppia di volativi mangia circa 300 kg di rifiuti alimentari domestici (pane secco; scarti di frutta e verdura, etc etc), producendo 400 uova e una discreta quantità di pollina, ottimo concime per gli orti familiari. Lo smaltimento dei rifiuti alimentari in discarica ha così un risparmio per le casse comunali e un vantaggio per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

Il premio all’innovazione per la categoria “Fare Rete” è Francesca Corricelo produttrice di Bacche di Goji Italiano bio e di zafferano bio. La società agricola CUORE VERDE SIBERENE aderisce alla Rete di imprese “LYKION” per la filiera multiregionale del GOJI ITALIANO, che opera nel Sud Italia con decine di aziende in BIO, collabora con varie Università (Urbino, Napoli, Reggio Calabria), realizza progetti di cooperazione interregionale e internazionale nel campo della nutraceutica, dei functional food e dei superfood, partecipa ad eventi e fiere specializzate, edita il MAGAZINE DEL GOJI ITALIANO.

Placidia Guerrera si aggiudica il premio nella categoria “Campagna Amica” grazie ad un progetto di che prevede la coltivazione di colture esotiche mediterranee che, in virtù dei cambiamenti climatici, sono coltivabili in alcune aree del territorio reggino. Nasce così una “Via della Seta” per produrre prodotti agroalimentari con i colori, i sapori e gli odori dell’Oriente: Ocra, Melanzana Thai, Fagiolini Thai, Ampalaya, Morning glori, Pachcoi che hanno subito riscosso successo su una clientela etnicamente diversificata, coniugando i sapori tradizionali di paesi orientali con l’affidabilità e la qualità della nostra produzione Calabrese. I prodotti sono venduti nei mercati di Campagna Amica.

Nella categoria “Creatività” è di Glauco Gallo l’idea più innovativa con “Clemì” la bibita gassata al gusto di clementine senza conservanti, coloranti e glutine con il 20% di vero succo di clementina. L’idea nasce dalla volontà di recuperare un prodotto simbolo della Piana di Sibari nel mondo, ma vittima della concorrenza estera e dei prezzi bassissimi. Dopo 20 anni di produzione di succhi concentrati per le multinazionali, l’azienda decide di puntare sulla qualità, producendo da sola la bibita Clemì.

Con il progetto “CRUDO ITALIAN ESSENCE” vince nella categoria “Impresa 3.terraMichele Crudo. Il progetto, nato in collaborazione con Phytocal srl (Start-up Innovativa) – mira a valorizzare, da un lato, la filiera delle piante officinali ed alimurgiche calabresi e, dall’altro, gli scarti di produzione della filiera agricola. In azienda è attivo un laboratorio di ricerca e trasformazione che si distingue per l’utilizzo di processi eco-compatibili di ultima generazione: distillazione in acqua e vapore sottovuoto per la produzione di acque e oli essenziali da piante officinali, autoctone ed endemiche; disidratazione a freddo, estrazione ultrasuono-assistita e concentrazione sotto-vuoto spinto per la produzione di estratti e concentrati naturali a freddo (“a crudo”) dagli scarti di produzione e capaci di mantenere inalterate le componenti più delicate delle piante.

Assegnati anche delle menzioni speciali a un agronomo, una redattrice editoriale, un esperto marketing e un esperto di turismo), selezionati dalla Regione Calabria per i PIANI LOCALI del LAVORO (PLL), che hanno dato vita ad un’attività di rete per fornire servizi di innovazione alle aziende agricole di Campagna Amica di Rossano (CS), nonché a Francesco Gabriele Bafaro, archeologo- agricoltore, che ha dedicato la ricerca agli antichi impianti di vinificazione usati nell’Enotria, l’attuale Calabria, terra da sempre vocata alla produzione di vini, producendo i vini Acroneo, che nascono dall’unione di due grandi passioni: l’archeologia e l’enologia.