A Vinitaly 2016, in mostra le frodi del vino Made in Italy

lunedì 11 aprile 2016 di Staff Giovani Impresa

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo a Vinitaly 2016Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo a Vinitaly 2016

La cantina dell’orrore è stata presentata domenica 11 aprile al Vinitaly 2016, nello stand della Coldiretti nel Centro Servizi Arena – stand A, tra il padiglione 6 e 7, per denunciare i nuovi e incredibili casi di contraffazione e imitazione dei nostri vini più prestigiosi. Un focus speciale è stato dedicato al moltiplicarsi delle imitazioni del Prosecco che, dopo essersi classificato come il vino italiano più venduto nel mondo, è anche diventato la vittima principale dei falsari internazionali. Nell’occasione il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha presentato, con il Presidente dell’Osservatorio Agromafie Gian Carlo Caselli, il rapporto su Frodi in Italia e vinopirateria nel mondo, con la prima analisi numerica del fenomeno nel 2015 e le azioni di contrasto messe in atto. Dal dossier emerge che in un solo anno le frodi sono più che raddoppiate, con un incremento record del 150% del valore di vini e alcolici sequestrati perché adulterati, contraffatti o falsificati. Una minaccia al successo dei vini Made in Italy, che nel 2015 hanno raggiunto un fatturato record di 9,7 miliardi (+3%). Da tutelare c’è un settore che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone e che, negli ultimi 50 anni, ha messo a segno una crescita esponenziale con le esportazioni che sono aumentate di quasi 8 volte (+687%), nonostante la produzione sia calata del 30% a 47,4 milioni di ettolitri.

Nel 2015 sono stati sequestrati dai Nas vini e alcolici per un valore di 41 milioni, con 117 persone segnalate all’autorità giudiziaria e 261 all’autorità amministrativa. Alle frodi smascherate a livello nazionale, si aggiungono gli inganni della vinopirateria nei diversi continenti, dove sono stati scoperti clamorosi falsi: dal Bordolino bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore, ma prodotto in Argentina, al Chianti Made in Usa, fino al Barbera bianco acquistato in Romania, che complessivamente provocano perdite stimabili in oltre 1 miliardo di euro sui mercati mondiali alle produzioni Made in Italy. Il fenomeno del falso vino Made in Italy trova un forte impulso anche dalle opportunità di vendita attraverso la rete, dove è possibile acquistare pseudo-vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit – anch’essi esposti nello stand di Coldiretti al Vinitaly 2016 – che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose del Made in Italy. Il vino in polvere è acquistabile anche nei negozi di alcuni Paesi dell’Unione Europea, dalla Gran Bretagna alla Svezia, mentre fuori dall’Unione Europea uno dei più grandi produttori di wine-kit si trova in Canada. La società che produce wine-kit fa capo al secondo produttore canadese di vino, Andrew Peller Limited, che in passato ha anche esposto i propri vini al Vinitaly. È preoccupante notare come la falsificazione continui a prosperare in un Paese come il Canada, con cui la Commissione Europea ha recentemente raggiunto un accordo politico sugli elementi chiave dell’Accordo economico commerciale globale (noto anche con l’acronimo in inglese CETA), per dirimere le controversie in corso sulla tutela delle denominazioni, dai salumi ai formaggi.

“Gli ottimi risultati dell’attività delle forze dell’ordine confermano l’efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso, perché si fonda sull’inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “occorre agire anche a livello internazionale di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali che, oltre al danno economico, colpiscono l’immagine del Made in Italy tra i consumatori emergenti, dove non si è ancora affermata la cultura del vino.”

Durante il Vinitaly 2016, lo stand Coldiretti sarà arricchito ogni giorno da iniziative diverse e dopo lo spazio dedicato alle frodi e agli inganni, martedì 12 aprile sarà in mostra la prima Top ten dei vini più venduti in Italia. Tutti i giorni nello stand Coldiretti è attiva la banca dati Job in Country, punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro, attraverso un portale in cui sia chi cerca lavoro che l’azienda che ha necessità di personale possono interfacciarsi per entrare in contatto, selezionandosi sulla base di analogie e peculiarità di ciascuno, mentre Creditagri Italia, la finanziaria degli agricoltori italiani, mette in contatto impresa e credito con incontri be to be tra visitatore e professionisti. Una specifica consulenza aziendale nel settore del vino sarà infine fornita dal Centro di Assistenza Agricola (CAA) di Coldiretti.