World Pasta Day 2016: successo per le paste al 100% Made in Italy

martedì 25 ottobre 2016 di Staff Giovani Impresa

World Pasta Day 2016, successo per la pasta al 100% Made in ItalyWorld Pasta Day 2016, successo per la pasta al 100% Made in Italy

Il World Pasta Day 2016 è oggi e, la vera novità di quest’anno, è il boom delle paste 100% Made in Italy, dal campo alla scaffale, con il recupero dei grani antichi storici del Belpaese. E’ quanto si afferma in occasione del World Pasta Day 2016, che sancisce l’attenzione dei consumatori all’origine della materia prima anche per il piatto più amato dagli italiani. Si assiste infatti alla nascita e dalla rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato al 100%.

Un percorso che è iniziato sotto la spinta dell’iniziativa del progetto di Filiera Agricola Italiana (FDAI) e che si è esteso ad alcune etichette della grande distribuzione (Iper) fino ai marchi più prestigiosi (Ghigi, Valle del grano, Jolly Sgambaro, Granoro, Armando, ecc) fino all’annuncio dello storico marchio napoletano “Voiello”, che fa capo al Gruppo Barilla, che ora vende solo pasta fatta da grano italiano al 100% di varietà “aureo”.

Una esperienza da valorizzare come ha sottolineato al Forum della Coldiretti di Firenze lo stesso premier Matteo Renzi che si è impegnato “a fare in modo che venga riconosciuta come Made in Italy la pasta fatta con grano italiano, che non può essere pagato come 20 anni fa”. “In Italia 1 pacco di pasta su 3 è fatto con grano straniero, ma il consumatore non lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta”  ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “serve più trasparenza sul mercato, con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano impiegato nella pasta e nel pane”.

“Il grano rappresenta un prodotto simbolo del Made in Italy ha aggiunto Maria Letizia Gardoni, Presidente dei giovani agricoltori di Coldiretti, “molte nostre imprese vi hanno investito impegnandosi a valorizzare questa magnifica risorsa che non solo non viene adeguatamente remunerata dal mercato a causa di pratiche che spingono a ribasso i prezzi privilegiando le importazioni da paesi esteri ma usurpata in termini di inganno sull’origine e sulla qualità”.