Vino: made in Italy alla conquista della Cina

lunedì 5 settembre 2016 di Staff Giovani Impresa

In Cina grande successo per il vino Made in ItalyIn Cina grande successo per il vino Made in Italy

Fiore all’occhiello della nostra agricoltura il vino Made in Italy sbaraglia la concorrenza e diventa tra I prodotti maggiormente esportati all’estero. Lo sa bene un gigante come la Cina, oggi maggior consumatore di vino rosso, dove le vendite del vino Made in Italy sono cresciute del 12% in valore nel 2016, un segnale positive di svolta nella lotta ai falsi, che trova terreno particolarmente fertile attraverso le vendite online.  E’ quanto si afferma in occasione della firma dell’accordo tra il Governo Italiano con il premier Matteo Renzi e Alibaba con l’obiettivo di promuovere le eccellenze agroalimentari del nostro Paese e combattere i falsi, sulla base dell’analisi su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2016.

Il vino Made in Italy, come sottolineato in precedenza, è il prodotto agroalimentare italiano più presente in Cina e rappresenta in valore oltre ¼ delle esportazioni complessive del Made in Italy a tavola (27%).
L’export del vero Made in Italy rappresenta un canale di primaria importanza per le imprese agricole e tanti giovani imprenditori agricoli, lo hanno capito da tempo. Nostri giovani agricoltori come Nicola dell’azienda agricola Trediberri  e Giacomo titolare dell’azienda Centanni, da tempo esportano all’estero, il vino prodotto nelle proprie aziende, trovando in mercati come quello asiatico e statunitense un largo seguito tra i consumatori. Ed è proprio in un Paese come il gigante asiatico che esistono grandi opportunità di crescita: la Cina, oggi, è consumatore mondiale di vino rosso davanti ad Italia e Francia. Peraltro a differenza di quanto avviene nei Paesi tradizionalmente produttori, la domanda di vino dei cittadini cinesi continua a crescere ed ha raggiunto i 16 milioni di ettolitri nel 2015, 0,5 milioni di etotlitri in più rispetto all’anno precedente.

Per questo è particolarmente importante la presenza italiana alla giornata del vino fissata per il 9/9 da Alibaba, leader delle vendite in rete che purtroppo è uno dei canali ideali per la diffusione del falso Made in Italy come anche del kit per il vino liofilizzato Fai-da-te che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. Purtroppo, il vino in polvere non è diffuso solo in Paesi extracomunitari, ma può essere facilmente acquistato direttamente anche in alcuni Paesi dell’Unione Europea, dalla Gran Bretagna alla Svezia.
La pirateria alimentare sul web, non riguarda solo il vino, ma anche salumi, formaggi, conserve e altri prodotti pregiati del Made in Italy. La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo – il cosiddetto italian sounding – supera per fatturato i 60 miliardi di euro, con quasi 2 prodotti apparentemente italiani su 3 in vendita sul mercato internazionale.