Vini Made in Italy: Traminer e Ribolla Gialla tra i più venduti

lunedì 10 aprile 2017 di Staff Giovani Impresa

La prima top ten dei vini made in Italy che hanno avuto il maggior incremento di venditeLa prima top ten dei vini made in Italy che hanno avuto il maggior incremento di vendite

Nella borsa dei vini made in Italy salgono sul podio dei vini che hanno avuto il maggior incremento delle vendite nel 2016, il Ribolla Gialla friulano (+31%), la Passerina marchigiana (+24%) e il Valpolicella Ripasso del Veneto (+23%). E’ quanto emerge dall’analisi presentata al Vinitaly di Verona dove, presso lo stand nel Centro Servizi Arena, è stata aperta la prima mostra dei vini più alla moda nell’ultimo anno che ha fatto registrare un aumento record del 4,4% nelle vendite i vini a denominazione in bottiglia da 0,75 litri per effetto del ritorno della passione degli Italiani per i vini autoctoni. La speciale top ten evidenzia risultati sorprendenti con un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani che premiano anche negli acquisti di vino le produzioni legate al territorio. Nella classifica dei primi dieci vini che nel 2016 in Italia hanno fatto registrare il maggior incremento delle vendite, infatti, nessuno è internazionale. Nel tempo della globalizzazione gli italiani bevono locale con il vino a Km 0 come dimostra il fatto che al quarto posto si posiziona il Pecorino con un aumento del 19% (Marche /Abruzzo) e al quinto con un +14% il Primitivo (Puglia). Il Pignoletto (Emilia-Romagna) conquista la sesta posizione con un +13% seguito dal Custoza con un +10,5%. A pari merito all’ottavo posto con un +10% sono il Negroamaro (Puglia) e il Lagrein (Trentino-Alto Adige) mentre il decimo posto (+10%) è appannaggio del Traminer (Trentino-Alto Adige).

Tra i vini made in Italy, il più venduto in assoluto nei supermercati nostrani è il Lambrusco (Emilia-Romagna) con 13,1 milioni di litri a conferma di quanto siano pericolosi i tentativi di minare la distintività delle produzioni come dimostra la recente discussione comunitaria sulla liberalizzazione dei nomi dei vitigni fuori dai luoghi di produzione che consentirebbe anche ai vini stranieri di riportare in etichetta nomi quali Lambrusco, Negroamaro e Vernaccia, ma anche Aglianico, Barbera, Brachetto, Cortese, Fiano, Greco, Nebbiolo, Picolit, Primitivo, Rossese, Sangiovese, Teroldego, Verdicchio, Falanghina e  Vermentino solo per fare alcuni esempi. “Il futuro dell’agricoltura italiana ed europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino, dove hanno trovato la massima esaltazione”, ha affermato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, nel sottolineare che la “biodiversità produttiva” è un patrimonio del made in Italy che va valorizzato e difeso anche a livello internazionale.

LA TOP TEN DEI VINI PER CRESCITA VENDITE BOTTIGLIE NEL 2016

Vino Variazione % valore
1 – Ribolla gialla (Friuli-Venezia Giulia) +31,0
2 – Passerina (Marche) +24,4
3 – Valpolicella Ripasso (Veneto) +23,0
4 – Pecorino (Abruzzo/Marche) +19,2
5 – Primitivo (Puglia) +13,8
6 – Pignoletto (Emilia-Romagna) +13,2
7 – Custoza (Veneto) +10,5
8 – Negroamaro (Puglia) +10,0
8 – Lagrein (Trentino-Alto Adige) +10,0
10 – Traminer (Trentino-Alto Adige) +9,8

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Infoscan Census