Vini italiani: il Prosecco guida la classifica di quelli più falsificati

venerdì 8 settembre 2017 di Staff Giovani Impresa

Vini italiani: il Kresecco imitazione del nostro ProseccoVini italiani: il Kresecco imitazione del nostro Prosecco

Vini italiani: il Prosecco guida la classifica di quelli più taroccati, con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco. E’ quanto si afferma nell’esprimere apprezzamento per il blocco di 30 milioni di lattine di falso Prosecco che erano pronte per essere vendute sulla piattaforma e-commerce cinese Alibaba, grazie al lavoro dell’Ispettorato repressione frodi.

Il successo esplosivo del Prosecco all’estero, dove nel 2016 ha fatto registrare l’aumento record del 25% delle vendite, alimenta la popolarità e moltiplica i tentativi di imitazioni. Un rischio accresciuto dal commercio elettronico per un successo tutto italiano con una produzione che ha raggiunto 410-415 milioni di bottiglie.
In generale, il fenomeno del vino falso Made in Italy trova un forte impulso dalle opportunità di vendita attraverso la rete dove è possibile acquistare pseudo vini italiani ottenuti da polveri miracolose, contenute nei cosiddetti wine-kit che promettono – in pochi giorni – di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano.

Il vino in polvere è acquistabile anche nei negozi di alcuni Paesi dell’Unione Europea, dalla Gran Bretagna alla Svezia, mentre fuori dall’Unione Europea uno dei più grandi produttori di wine-kit si trova in Canada.