USA-Cina: dazi aggiuntivi sconvolgono quotazioni al mercato future di Chicago

USA-Cina: dazi aggiuntivi sconvolgono quotazioni al mercato future di Chicago

mercoledì 11 luglio 2018 di Redazione Giovani Impresa

Presidente USA Donald TrumpPresidente USA Donald Trump

La guerra commerciale USA-Cina sta sconvolgendo non solo il mercato finanziario ma anche quello delle materie prime a causa delle pesanti riduzioni delle quotazioni dei principali prodotti agricoli, dal mais alla soia. L’allarme è lancia a seguito del monitoraggio sull’andamento della quotazioni al mercato future Chicago Board of trade, punto di riferimento mondiale per i prodotti agricoli di base, in occasione dell’annuncio del presidente degli Sati Uniti Donald Trump di nuove tariffe all’import cinese per 200 miliardi di dollari. Una escalation in risposta alle prime misure protezioniste cinesi che ha colpito una vasta gamma di prodotti agroalimentari a stelle e strisce, dai formaggi alla soia, dal mais al grano, dallo yogurt al burro, dal riso alla carne di maiale e di manzo, fino a pollame, pesce, nocciole e frutta e verdura come arance, patate, pomodori, asparagi, melanzane. Il risultato è un crollo delle quotazioni a Chicago, scese per la soia del 22% negli ultimi tre mesi. La soia è uno dei prodotti agricoli più coltivati nel mondo, largamente usato per l’alimentazione degli animali da allevamento; Stati Uniti si contendono con il Brasile il primato globale nei raccolti seguiti, sul podio, dall’Argentina per un totale dell’80% dei raccolti mondiali. Al contrario la Cina, per sostenere l’aumento del consumo di carne con i propri allevamenti, è il principale acquirente mondiale di soia.

Una situazione quella del dazio aggiuntivo del 25% nei confronti degli Stati Uniti che ha fatto cambiare le fonti di approvvigionamento a favore del Brasile diventato adesso il principale esportatore della pregiata materia prima in Cina. Le disdette pesano sui raccolti statunitensi e sulle quotazioni riconosciute ai farmers americani, ma anche sugli allevatori e sui consumatori cinesi per l’aumento dei costi di produzione e in definitiva anche dei prezzi della carne.

Per le dimensioni del fenomeno la situazione va attentamente monitorata da parte dell’Unione Europea per verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie anche a livello comunitario.