Ulivi secolari: bande criminali ne fanno legna da rivendere

martedì 6 dicembre 2016 di Staff Giovani Impresa

Ulivi secolari in PugliaUlivi secolari in Puglia

Ulivi secolari in Puglia, sono una vera e propria istituzione, un simbolo del nostro Paese e la notizia di questi giorni, rappresenta una ferita profonda a nostro danno. Per fare business sulla legna, da rivendere al mercato nero, bande criminali, stanno infatti facendo una vera e propria strage di ulivi secolari monumentali in Puglia. C’è dunque allarmismo nelle campagne del barese, dopo che 40 rigogliosi ulivi centenari – in un appezzamento di Santo Spirito – sono stati letteralmente massacrati, con la conseguente perdita di un patrimonio storico del territorio, con pesanti effetti anche sul piano economico ed occupazionale.

La strage di questi ulivi secolari, rappresenta un vile atto, che ha segnato la fine dell’attività olivicola di un giovane agricoltore che, purtroppo, prima di poter nuovamente raccogliere le olive, dovrà attendere diversi anni. Ogni albero di quelli recisi, garantiva circa un quintale di olive e il paradosso vergognoso della vicenda è che questi ulivi – di valore inestimabile – sono stati tagliati per rivenderne la legna. La strage di ulivi secolari in Puglia, è solo uno degli ultimi episodi che vedono agire la criminalità organizzata: non è una novità, infatti, che le campagne sono l’obiettivo preferito dei clan, che agiscono sottraendo attrezzature e mezzi agricoli, abigeato di animali, furti di prodotti agricoli, danneggiamento delle colture con il taglio di intere piantagioni, ma con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione, impongono anche la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente.

Tra furti di carichi di extravergine e intere cantine di vino svuotate, ma anche trattori fatti sparire su commissione da bande specializzate dei Paesi dell’Est, sono solo alcuni degli atti rilevati dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Questa situazione di pericolo è stata già affrontata con servizi di scorta ai raccolti di olive e ronde tra vicini per vigilare sui raccolti, ma gli agricoltori nei territori considerati più sensibili, chiedono anche l’intervento dell’esercito. La criminalità organizzata che opera nelle campagne, incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perché a differenza della criminalità urbana, può contare su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia, immediatamente raggiungibili ed attivabili. Si tratta dunque di lavorare per il superamento della situazione di solitudine, invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio, ma anche incentivando il ruolo delle associazioni di rappresentanza attraverso il confronto e la concertazione con la Pubblica Amministrazione, perché la mancanza di dialogo, costituisce un indubbio fattore critico nell’azione di repressione della criminalità.