UE: gli agricoltori non devono pagare il conto della Brexit

venerdì 6 aprile 2018 di Redazione Giovani Impresa

Moncalvo e Rukwied UEMoncalvo e Rukwied UE

UE, occorre evitare che gli agricoltori paghino il conto della Brexit poiché in questo momento critico, indebolire il settore agricolo significherebbe minare le solide fondamenta dell’Unione Europea. È quanto emerso dal vertice di Roma fra Joachim Rukwied e Roberto Moncalvo, rispettivamente Presidenti della DBV e Coldiretti, principali organizzazioni di agricoltori a livello UE, per sviluppare una strategia comune sulle politiche agroalimentari dell’UE. DBV e Coldiretti concordano circa la necessità di disegnare il futuro della PAC in modo tale da fornire agli agricoltori gli strumenti più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sociale, economico ed ambientale ed è quindi è essenziale mantenere l’attuale struttura della PAC, mantenendo il budget attuale. Il sostegno deve essere indirizzato in maniera più efficace verso le attività agricole, la creazione di nuovi posti di lavoro e gli investimenti. DBV e Coldiretti richiedono misure a favore di accordi volontari fra le organizzazioni di rappresentanza dei produttori agricoli, i trasformatori e i distributori, potenziando la trasparenza su prezzi, origine degli alimenti e rapporti commerciali.

DBV e Coldiretti desiderano esprimere preoccupazione sul modo in cui sono stati concepiti i sistemi di elaborazione dei profili nutrizionali – ad esempio l’etichetta a semaforo – in diversi Stati Membri. Questi sistemi non garantiscono ai consumatori una corretta informazione; al contrario, possono fuorviare e influenzare gli acquisti, non sempre verso scelte maggiormente salutari. Le istituzioni dell’Unione europea devono continuare a perseguire l’obiettivo della creazione di un sistema europeo armonizzato, che fornisca ai cittadini dell’UE informazioni trasparenti, per quel che concerne i profili nutrizionali, l’indicazione obbligatoria dell’origine del cibo, le informazioni sugli standard di produzione, nonché qualsiasi altro dato che sia considerato rilevante dai consumatori.

A livello globale, DBV e Coldiretti esprimono preoccupazione sull’attuale incertezza dell’arena internazionale e sul propagarsi di minacce protezionistiche in tutto il mondo. Prendendo atto di questo, l’UE dovrebbe cercare di concludere accordi commerciali ambiziosi, ma ragionevoli, regolamentati ed equilibrati che riconoscano l’importanza di mantenere elevati standard sociali, ambientali e di tutela della salute e dei diritti. Nuovi strumenti dovrebbero essere introdotti, al fine di bloccare le importazioni da quei Paesi extra UE che applicano misure di dumping sociale e ambientale, causando perdita di competitività degli agricoltori europei. Nell’ambito dei negoziati con i Paesi terzi, l’UE dovrebbe ricercare la protezione del sistema delle indicazioni geografiche nel suo insieme per prevenire gli abusi di nomi di prodotti alimentari di qualità, e le imitazioni, a beneficio sia dei produttori europei che dei consumatori mondiali.