Terremoto: boom solidarietà coni prodotti terremotati in 1 tavola su 5

domenica 24 dicembre 2017 di Redazione Giovani Impresa

Prodotti salvati dal terremotoProdotti salvati dal terremoto

Terremoto, ancora è lontano il ritorno alla normalità. Il crollo del 70% del mercato fa morire l’economia locale, con gli agricoltori e gli allevatori rimasti che per sopravvivere sono costretti a cercare canali alternativi dove vendere i prodotti salvati dalle macerie. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ su “La solidarietà sulle tavole del Natale” diffusa in occasione del mercato di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma che ha ospitato le aziende delle aree terremotate di Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo per consentire ai cittadini di fare la spesa con gustosi regali last minute e ingredienti “Doc” per i menu di pranzi e cenoni stando anche attenti alla solidarietà.

Nelle zone terremotate – sottolinea Coldiretti – tante ancora le difficoltà da affrontare, dal sistemare nelle casette le popolazioni trasferite sulla costa durante il periodo dell’emergenza ai problemi a far tornare i turisti, mentre si è ancora in attesa dell’avvio della fase della ricostruzione. Il risultato è un crollo delle vendite dei prodotti enogastronomici che gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola. Proprio per creare canali alternativi Coldiretti ha lanciato per il Natale 2017 iniziative solidali nei mercati di Campagna Amica per ospitare, dalla Capitale a tutta la Penisola, le aziende terremotate. Ma Coldiretti offre anche l’opportunità ai cittadini di sostenerli con iniziative specifiche, a partire dalla possibilità di acquistare cesti solidali con i prodotti salvati dal sisma del centro Italia. sito . Nelle confezioni (disponibili in due formati) è possibile trovare – spiega Coldiretti – le specialità simbolo del terremoto, dalla lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp al formaggio pecorino, dallo zafferano al guanciale, dal vino cotto al farro, dalla cicerchia alle salsicce, fino al tartufo nero e ai vini Doc e agli oli extravergine dei territori colpiti.

Un’iniziativa importante che punta anche a rispondere alla domanda di quel 21 %degli Italiani (più di uno su cinque) che hanno deciso di acquistare per il Natale 2017 prodotti alimentari tipici provenienti dalle aree colpite da terremoto per aiutare la ripresa, secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’. L’acquisto di specialità enogastronomiche – evidenzia Coldiretti – è la forma di solidarietà verso le zone colpite dal sisma più gettonata, assieme alle donazioni tramite telefono, sms o conto corrente, scelte dal 22 per cento degli italiani, mentre un 15 per cento ha scelto di far arrivare denaro attraverso le associazioni e un altro 2% seguendo altre strade.

“E’ di vitale importanza che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”, ha affermato il presidente delColdiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento occorre ora sostenere concretamente chi, come le imprese agricole, continua giorno dopo giorno ad assicurare la propria presenza in questa aree”.

Sono 25mila le aziende agricole e le stalle nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo – conclude Coldiretti – dove c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.