Terremoto: è iniziata la raccolta della Lenticchia di Castelluccio

martedì 1 agosto 2017 di Staff Giovani Impresa

Agricoltori alla prima raccolta di lenticchie dopo il terremotoAgricoltori alla prima raccolta di lenticchie dopo il terremoto

Terremoto, (quasi) un anno dopo: in località Pian Grande a Castelluccio di Norcia, centinaia di agricoltori si sono dati appuntamento in occasione dell’inizio della raccolta della Lenticchia di Castelluccio a indicazione geografica protetta (IGP). La Lenticchia di Castelluccio è uno di quei prodotti tipici del nostro territorio acquistati da più di un italiano su 3 (36%) che proprio in occasione delle vacanze estive, ha deciso di fare visita alle aree colpite dal terremoto. L’acquisto di prodotti tipici locali è una delle forme più diffuse di solidarietà attraverso la quale gli Italiani hanno voluto esprimere la propria vicinanza alle popolazioni terremotate nell’ultimo anno. Un’attenzione importante in occasione dell’estate 2017 in cui si prevede che circa sei milioni di Italiani trascorreranno un po’ di tempo nelle aree colpite dal terremoto. Il 32% dei turisti ha scelto di rimanere per 1 o 2 giorni, il 27% per 3 o 4 giorni, il 14% per 5 o 6 giorni il 16% per una settimana o più mentre l’11% senza pernottare. La ripresa dell’offerta turistica delle zone terremotate che fonda il suo successo sulle sinergie tra cultura, ambiente e qualità alimentare è essenziale per le campagne. Secondo il monitoraggio Coldiretti la maggioranza degli agriturismi colpiti, si è attrezzata per la stagione estiva. Nei 131 comuni del cratere colpito dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat, operano 444 agriturismi dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria.

“Il ritorno dei turisti italiani e stranieri è determinante per chi come gli agricoltori è rimasto a presidiare queste terre ferite e abbandonate dall’esodo forzato”, ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare l’esigenza che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. Proprio per sostenere la ripresa in tale direzione, agricoltori e allevatori, al prezzo di mille difficoltà e sacrifici, hanno lavorato duro per garantire la produzione della maggior parte delle tipicità che hanno reso note queste zone famose in tutto il mondo: dalla Lenticchia di Castelluccio al pregiato formaggio pecorino la cui produzione è stimata in calo del 10-15% con gli animali che, dopo lo stress da terremoto, stanno ora subendo quello da caldo, che ha causato la diminuzione delle quantità di latte raccolto nelle stalle. In flessione anche la produzione dei tipici salumi di queste aree, dal guanciale al prosciutto, fino al ciauscolo, ma anche dei cereali come grano e farro. Procede anche l’opera di ricostruzione e, a undici mesi dalla prima scossa, sono state realizzate e rese operative il 55% delle stalle provvisorie necessarie per ospitare gli animali “sfollati” a causa del crollo delle stalle, secondo il monitoraggio Coldiretti dal quale si evidenzia anche che sono stati realizzati anche il 53% dei fienili provvisori necessari nelle campagne dove durante l’inverno si è verificata una vera strage di oltre diecimila animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l’effetto congiunto delle scosse e del maltempo che hanno fatto crollare le stalle e costretto gli animali al freddo e al gelo, con decessi, malattie e diffusi casi di aborto.

Proprio per sostenere le imprese terremotate è partita la più capillare iniziativa di solidarietà mai realizzata fino ad ora con la consegna gratuita del gasolio necessario per effettuare le operazioni necessarie. L’operazione che prevede la distribuzione alle aziende agricole terremotate di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo ben 565.260 litri di gasolio è realizzata senza alcun contributo pubblico grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo.