Spesa alimentare: da Km 0 a family bag, i trucchi anti spreco

mercoledì 8 febbraio 2017 di Staff Giovani Impresa

Spesa alimentare, piatti anti spreco della tradizione contadina degli agricoltori di Campagna AmicaSpesa alimentare, piatti anti spreco della tradizione contadina degli agricoltori di Campagna Amica

Spesa alimentare con prodotti di buona qualità e soprattutto evitare gli sprechi non è un’utopia, basterebbe infatti:

  • compilare una lista per fare acquisti mirati
  • leggere attentamente la scadenza sulle etichette
  • verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati
  • effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo
  • privilegiare confezioni adeguate
  • scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione
  • preferire la spesa a chilometri zero che garantisce una maggiore freschezza e durata
  • riscoprire le ricette degli avanzi, ma anche non avere timore di chiedere di portarli a casa quando si mangia al ristorante.

Questi appena elencati, sono alcuni dei consigli presentati durante l’iniziativa al mercato di Campagna Amica al Circo Massimo, in occasione della IV Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi, promossa dal Ministero dell’Ambiente. Per quanto riguarda il nostro Paese, le 5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari che – ogni anno – finiscono nella spazzatura, non sono solo un problema etico, ma determinano anche effetti sul piano economico ed anche ambientale per l’impatto negativo sullo dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti. Fare la lista della spesa alimentare aiuta a non comperare il superfluo, mentre la frutta e verdura acquistata direttamente dal produttore in vendita nei mercati degli agricoltori, dura anche una settimana in più, non dovendo viaggiare per lunghi tratti. Per non sprecare il cibo, bisogna prestare particolare attenzione alla conservazione come, ad esempio, mantenere frutta e verdura fresche lontano dai punti di calore, per evitarne l’eccessiva maturazione, l’olio extravergine al buio per evitarne l’ossidazione come anche le patate per evitare il germogliamento.
Va ricordato che la richiesta di portare a casa gli avanzi dei pasti consumati nei ristoranti è un diritto dei clienti, favorito anche dall’entrata in vigore della legge 166/16 sugli sprechi alimentari che “promuove l’utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi di cibo”.  Quando ci si appresta a fare la spesa alimentare, è anche importante la conoscenza delle informazioni fornite in etichetta con riguardo alla scadenza dei prodotti ed in particolare in merito al diverso significato tra da consumarsi entro e da consumarsi preferibilmente entro il. 

La dicitura da consumarsi entro è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). Il discorso è diverso per quanto riguarda il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura da consumarsi preferibilmente entro che indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà organolettiche e gustative, o nutrizionali specifiche in adeguate condizioni di conservazione, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa. Si sottolinea però che tanto più ci si allontana dalla data di superamento del TMC, tanto più vengono a mancare i requisiti di qualità del prodotto, quale il sapore, odore, fragranza, ecc. Nel caso in cui non si riesca a salvare tutto, è possibile mettere i rifiuti della tavola nella raccolta dell’umido per ottenere un ottimo compost per orti e giardini, oppure, partecipare alla raccolta differenziata della propria città.