Solidarietà: per il 76% degli italiani la ripresa parte dalla tavola

venerdì 6 ottobre 2017 di Redazione Giovani Impresa

Solidarietà, giovane agricoltore colpito dal sisma al mercato contadino di Roma CapitaleSolidarietà, giovane agricoltore colpito dal sisma al mercato contadino di Roma Capitale

Solidarietà e ripresa sono sempre più un binomio imprescindibile, almeno per 3 italiani su 4 (76%) che hanno scelto di acquistare prodotti alimentari del territorio colpito dal terremoto   per aiutare la ripresa economica. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa all’inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo che riparte ospitando alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che hanno portato i primi raccolti dopo il sisma.

Portare in tavola i prodotti alimentari salvati dalle macerie è stata – sottolinea Coldiretti – la più partecipata forma di solidarietà espressa nei confronti delle popolazioni terremotate come dimostra il fatto che il 10% degli Italiani ha partecipato a iniziative legate alla pasta all’amatriciana. Un sostegno che ha aiutato agricoltori e allevatori a rimanere nelle proprie aziende a presidiare il territorio per difenderne le specialità.

“Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento”, ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare la necessità che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. Nonostante le difficoltà – precisa Coldiretti – agricoltori e allevatori sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità delle zone terremotate. Molte famiglie hanno scelto di servire le ricette tipiche locali, dalla zuppa con le lenticchie di Castelluccio a quella con la roveja, ma anche la patata di Colfiorito, la mortadella di Campotosto, il prosciutto di Norcia, il pecorino amatriciano e quello dei Sibillini, lo zafferano, il tartufo o il ciauscolo.

“Scegliere di acquistare prodotti di aziende colpite dal sisma”, ha dichiarato Maria Letizia Gardoni Delegata nazionale Coldiretti Giovani impresa, “significa sostenere l’economia e la tenuta sociale di quei territori che rivestono un ruolo cruciale nell’identità non solo agricola, ma anche culturale dell’intero Paese. Negli ultimi anni stiamo di fatto assistendo al risultato di una profonda rivoluzione culturale di cui Coldiretti si è fatta promotrice che pone la scelta del cibo su criteri diversi basati su coscienza e consapevolezza di ciò che i consumatori portano sulle proprie tavole. La scelta di prediligere alimenti salvati dalle macerie è la prima manifestazione di come il cibo rappresenti la chiave per la ripresa economica”. 

Per sostenere la continuità produttiva è stata realizzata la più capillare iniziativa di solidarietà mai realizzata fino ad ora con la consegna gratuita di 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo, senza alcun contributo pubblico. Si tratta solo dell’ultimo progetto sostenuto dalla Coldiretti che, assieme all’Associazione Italiana Allevatori e ai Consorzi Agrari, ha consegnato durante l’anno mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi. Hanno avuto rilevanza anche le operazioni “adotta una mucca”, che ha già dato ospitalità ad almeno 2000 pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle, e “dona un ballone” di fieno per garantire l’alimentazione del bestiame o la riscoperta dell’antica tradizione sarda agropastorale sarda della “paradura” con la quale sono state offerte in dono una o più pecore a chi è caduto in disgrazia per risollevarne le sorti che, grazie alla Coldiretti della Sardegna, ha portato in dono ai pastori terremotati di  Cascia un maxigregge di quasi mille pecore, mentre oltre 60mila italiani hanno assaggiato la caciotta della solidarietà, ottenuta con il latte raccolto dalle stalle terremotate di Norcia, Amatrice e Leonessa e il “cacio amico” fatto con il latte degli allevamenti marchigiani.. Senza dimenticare la possibilità offerta dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica che continuano ad ospitare, dalla Capitale a tutta la Penisola, gli agricoltori terremotati rimasti senza possibilità di vendita. Per aiutare le aree rurali è anche attivo uno specifico conto corrente denominato “COLDIRETTI PRO-TERREMOTATI” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.